Flop buonismo a proprie spese
“Prendi un migrante gratis in casa”, i romani bocciano la trovata (e il costoso bando) di Gualtieri: è no secco. Solo 3 adesioni
+ Seguici su Google DiscoverRoma, il “buonismo” costa 400mila euro ma è un flop: solo 3 famiglie ospitano migranti gratis. Ossia: il servizio affidato da Roma Capitale a Refugees Welcome Italia che consiste nel trovare romani disposti ad accogliere in casa gratuitamente migranti con regolare permesso di soggiorno, registra a suon di dati e commenti un clamoroso fallimento. E come riporta Il Tempo nell’incipit di un esaustivo servizio dedicato: «In tre mesi solo tre famiglie hanno dato disponibilità ad aprire la porta della propria casa».
E ancora: «Ne ha dato notizia il consigliere di FdI in Assemblea capitolina, Mariacristina Masi, che ha chiesto l’accesso ai report relativi all’attività dell’operatore a gennaio, febbraio e marzo 2026. “Gli incontri si svolgono, il monitoraggio è presente. Ma il nodo centrale è un altro. Il servizio, secondo noi, non sta producendo il risultato principale per cui è stato pensato: ovvero l’attivazione concreta di nuove accoglienze familiari”, ha dichiarato la Masi».
«Prendi un migrante gratis in casa», flop del bando Gualtieri: ad oggi solo 3 adesioni
Insomma, siamo alle solite: la sinistra al Campidoglio non smette di stupire, purtroppo però a spese dei contribuenti. L’ultimo capitolo della saga del “buonismo a tassametro” riguarda un progetto affidato dal Comune di Roma a Refugees Welcome Italia: una gara da ben 399.000 euro con l’obiettivo di convincere i cittadini a spalancare le porte di casa propria a migranti, offrendo vitto e alloggio a titolo completamente gratuito. Il risultato? Un fallimento epocale: in tre mesi, a fronte di un investimento così ingente, appena tre famiglie hanno dato la propria disponibilità.
Una gara costata 400mila euro con primo bilancio beffardo
Del resto, come rileva il quotidiano capitolino con chiarezza (e nettezzza): lo scenario era stato «prospettato fin dal principio, da quando cioè il Comune aveva indetto una gara del valore di 399mila euro per cercare un soggetto disposto a convincere i cittadini ad offrire vitto e alloggio “a persone migranti singole e/o a nuclei familiari/monogenitoriali”. Da subito la possibilità che i romani, già segnati dalle politiche di accoglienza sposate dall’Amministrazione, potessero ospitare migranti era sembrata remota. A frenare l’entusiasmo era stato soprattutto il fatto che non fosse previsto nessun tipo di rimborso per le famiglie disponibili».
Un migrante in casa, ci provarono anche “Le Iene”, ma…
Un po’ un bis in forma istituzionale di quanto dimostrato mediaticamente da un’inchiesta de Le Iene di qualche anno fa quando, intervistando i guri dell’accoglienza in prima linea sul fronte immigrazionista a briglia sciolta, l’inviato di turno chiedeva ai vari radical chic sempre pronti a immolare nome e fama sull’altare della causa, salvo poi guardarsi bene del mettere a disposizione i propri appartamenti (prime e seconde case senza distinzione alcuna) e replicare alla domanda netta e ficcante della “iena Mediaset” che, sulla scia del poeta contemporaneo Alvaro Rissa portato da Nanni Moretti in presenza fisica all’esame di maturità dei protagonisti di Ecce Bombo, sfoderando il profugo siriano di turno, negavano l’ospitalità, puntualmente rigettata e rispedita al mittente dall’illustre intervistato di turno.
La trovata “accogliente” del Comune non convince i romani
Ebbene, ci risiamo. Ancora oggi. E ancora una volta. Sì, perché malgrado mittente e destinatari in questo caso siano diversi – il Campidoglio a chiedere, e i cittadini romani a rispondere – sullo sfondo di lotta al carovita e emergenza abitativa che non risparmiano nessuno, l’amministrazione Gualtieri ha pensato bene di investire quasi mezzo milione di euro per un servizio di “persuasione” buonista che si sta scontrando con la realtà dei fatti. Andando a infrangersi sugli scogli della realtà, nonostante il fluttuante richiamo all’accoglienza buonista dem.
E così, a sollevare il caso e a ufficializzare i numeri dell’iniziativa (flop) ha provveduto Mariacristina Masi, consigliere di Fratelli d’Italia in Assemblea capitolina, che dopo aver analizzato i report trimestrali ha denunciato l’inconsistenza dei risultati. Esiti che Il Tempo ha puntualmente riportato (e con tanto di commenti della diretta interessata). «Gli incontri si svolgono, il monitoraggio è presente. Ma il nodo centrale è un altro. Il servizio, secondo noi, non sta producendo il risultato principale per cui è stato pensato. Ovvero, l’attivazione concreta di nuove accoglienze familiari», ha dichiarato la Masi.
Lo scollamento dalla realtà della sinistra capitolina
Non solo. Perché il fallimento non è solo numerico. Ma politico e culturale. L’idea che i cittadini, già provati dal degrado e dall’insicurezza che attanagliano molti quartieri (dall’Esquilino alle periferie), possano farsi carico dell’accoglienza di un immigrato, senza nemmeno un rimborso spese, è apparsa ai più come pura e pretenziosa “fantascienza”.
La critica di FdI sulla gestione delle risorse
«Investire risorse su un soggetto esterno senza prevedere strumenti adeguati per chi accoglie rischiava – e oggi sta dimostrando – di essere una scelta inefficace. Così come appare discutibile non aver integrato in modo più strutturato questo intervento all’interno dell’organizzazione di Roma Capitale. Va inoltre sottolineato un ulteriore elemento: l’entità economica del bando presuppone evidentemente risultati ben diversi. A fronte di risorse così rilevanti, ci si aspetterebbe un incremento significativo delle famiglie accoglienti e delle convivenze attivate. I dati attuali restituiscono invece un impatto estremamente limitato».
E alla fine della fiera, tra conti che non tornano e innegabili recriminazioni di ritorno, nonostante il servizio sia previsto fino al 2028, l’inizio lancia un segnale inequivocabile: i romani non intendono sussidiare con il proprio privato una gestione dei flussi che dovrebbe essere istituzionale e rigorosa. Il vaso di Pandora della gestione Gualtieri è aperto. E il deflagrare di dati e commenti ci dice chiaramente che meno ideologia e più buonsenso sarebbero a Roma, quelli sì, davvero bn accolti…
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