La vicenda "Fenice"
FdI difende Beatrice Venezi, Bignami: “Deve andare avanti anche chi è bravo e non è di sinistra”
+ Seguici su Google DiscoverFratelli d’Italia difende il direttore d’orchestra Beatrice Venezi dopo la brusca conclusione del suo rapporto con la Fondazione la Fenice, che tante polemiche ha suscitato. L’istituzione veneziana presieduta da Nicola Colabianchi ha interrotto, infatti, ogni futura collaborazione con la 36enne maestra lucchese, che lo scorso 22 settembre era stata designata direttrice musicale a partire dal 1° ottobre 2026.
Bignami: “Venezi è brava e deve trovare spazio”
Scende in campo il capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami: “Reputavo arrogante la sinistra quando contestava Colabianchi perché nella sua autonomia aveva nominato Beatrice Venezi. Non ho intenzione di essere altrettanto arrogante e commentare oggi che con la solita autonomia ha scelto diversamente. Beatrice è brava e giovane. Fino ad oggi ha pagato non essere figlia di musicisti e non essere di sinistra. Noi ci batteremo sempre per una nazione in cui chi è bravo può andare avanti anche se non è di sinistra”. Così il capigruppo di FdI alla Camera interpellato a Montecitorio sul caso della Fenice di Venezia.
La direttrice d’orchestra aveva rotto il silenzio nella serata del 27 aprile all’indomani del suo ‘licenziamento”, una vicenda conclusasi malamente, com’era iniziata: mesi e mesi di contestazioni, denigrazioni della sua figura professionale e non solo. Scioperi, contestazioni e frizioni tra maestranze e direzione, spillette anti-Venezi. Nella sua lettera Venezi aveva affermato di prendere atto.
Lo sfogo di Beatrice Venezi
Nella sua lettera Venezi aveva affermato di prendere atto “della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno”, aveva commentato Beatrice Venezi. “In Italia essere giovane è un handicap, e poi donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta”. “Io bullizzata dagli orchestrali”, aveva scritto.
Mollicone: “Convinto che l’orchestra sia stata strumentalizzata dalla sinistra”
Nella mattinata in un’intervista alla Stampa il presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone si è detto “fortemente dispiaciuto”. Per lui lo strappo tra la Venezi e la fondazione lirica della Fenice era inevitabile: “Si doveva salvaguardare la serenità del Teatro e ora auspico che questa serenità venga ritrovata”. Mollicone, però, resta convinto che l’orchestra della Fenice “sia stata strumentalizzata dalla sinistra” in questa battaglia contro Venezi. E aggiunge: “Alcuni referenti dell’orchestra – non è certo un segreto- hanno legami con chi si candiderà alle prossime elezioni comunali di Venezia. Sono vicini a liste e comitati di centrosinistra”. Il presidente della commissione Cultura riguardo all’accusa di nepotismo fatta dalla Venezi agli orchestrali nell’intervista al quotidiano argentino, afferma che “è stata eccessiva”.
“Curriculum non in discussione”
Ma per Mollicone il curriculum della direttrice non era in discussione: “Venezi ha più di 160 concerti sinfonici e 50 spettacoli d’opera all’attivo, oltre a essere stata inserita tra i talenti di Forbes under 30 in passato”. Mollicone conclude difendendo l’operato del sovrintendente Nicola Colabianchi: “È un bravissimo direttore e un sovrintendente di provata capacità. La sua è stata una scelta insindacabile. E il governo – così come il Parlamento – non avrebbe potuto avere e in generale non intende avere alcuna facoltà di condizionamento”.
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