Il "circoletto"
Premio Strega, l’amichettismo colpisce anche la Poesia: Elisa Donzelli si dimette per le regole poco chiare
+ Seguici su Google DiscoverCriteri di selezione e voto poco chiari, una “regola etica” traballante e attacchi personali. Le dimissioni della critica letteraria e poetessa Elisa Donzelli dal Comitato scientifico del Premio Strega Poesia sono una sintesi dei mali dell’amichettismo di cui spesso è accusato il più importante premio letterario italiano, di cui la sezione poesia è una derivazione.
Elisa Donzelli si dimette dal Premio Strega Poesia
Donzelli, professoressa della Scuola Normale Superiore di Pisa dove insegna letteratura italiana e dirige la collana di poesia contemporanea della Donzelli Editore, faceva parte del Comitato scientifico del Premio Strega Poesia fin dalla nascita del riconoscimento, nel 2022. La decisione, formalizzata lo scorso 18 aprile, riguarda anche la Giuria estesa del premio, come ha annunciato sui social la dimissionaria. Secondo quanto comunicato, come riporta l’Adnkronos, la scelta è maturata a seguito di tensioni e polemiche emerse nelle ultime settimane, anche sui social network: «Attacchi personali si sono epigonizzati attorno alla mia persona nonostante dentro il Comitato scientifico della sezione Poesia del Premio Strega vi siano – e vi siano stati con libri della propria collana in finale – altri direttori e direttrici di collane di poesia, e/o collaboratori di collane», scrive Donzelli.
L’atto d’accusa su trasparenza e “regola etica”
Nel testo delle dimissioni si evidenzia inoltre come, nel corso del tempo, non siano state recepite alcune richieste di chiarimento e aggiornamento del regolamento del premio. Tra queste, le modalità di candidatura dei volumi, i criteri di selezione e voto, la durata dei mandati dei membri del Comitato e della Giuria estesa, nonché la possibilità di verificare lo svolgimento delle votazioni.
«Pur avendo sperato nel tempo potessero essere chiarite e uniformate nel regolamento le modalità di candidatura dei libri in gara, le tipologie di libri candidabili, le modalità di voto, la durata del mandato del Comitato scientifico e della giuria estesa in garanzia del turn over, la possibilità da parte del Comitato stesso di verificare lo svolgimento delle votazioni della Giuria estesa e, in particolare, avendo richiesto formalmente venisse esplicitata la “regola etica” che impedisce ai direttori di collana o collaboratori del Comitato di non votare i propri libri in gara, la Direzione non ha risposto al mio sollecito», scrive Donzelli, ricordando di aver avanzato il «sollecito a mia tutela, e del Premio stesso per i componenti tutti del comitato e in primis per i candidati e per i propri editori». Dunque, «le condizioni per poter operare serenamente e scientificamente all’interno del Comitato stesso sono per me venute meno».
La replica del Comitato scientifico del Premio
Il Comitato ha replicato definendo del quadro descritto da Donzelli «irriconoscente e infondato» e ha manifestato «stupore» per «le ingenerose motivazioni rese pubbliche da Elisa Donzelli dopo aver rassegnato le sue dimissioni».
Un dibattito che riguarda tutto lo Strega
Più o meno un mese fa, la scrittrice e avvocato Emanuela Sica, era intervenuta sul blog dinamismopoetico con un articolo a sua firma dal titolo «Strega Poesia 2026: premio o specchio del potere editoriale?». In estrema sintesi, l’articolo è una denuncia su come a “spartirsi” candidature e premi siano sostanzialmente sempre le stesse case editrici e ricorda come si tratti di questione più volte affrontata nel dibattito culturale italiano, con espressioni come «muro di gomma» e «circoletto amicale» e come questo depauperi il panorama – in questo caso -poetico. Si tratta né più né meno delle stesse critiche mosse al premio “madre” per la narrativa. Sica, in conclusione del suo pezzo, offre qualche «consiglio non richiesto» e, soprattutto, lancia un avvertimento al “circoletto”: «Quando un management si autoseleziona, autopremia, autocelebra, con tutto il rispetto che ho per la qualità dei singoli titoli in gara, molti dei quali meritano davvero attenzione, ha già smesso di fare critica e ha cominciato a fare politica».
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Italpress - di Italpress