Dalla parte dei cittadini
Piantedosi in Aula: “I rimpatri volontari esistono da 10 anni. Anche la Ue li incoraggia, andremo fino in fondo”
+ Seguici su Google Discover“Ci sono state molte discussioni sul tema dei rimpatri volontari. Tengo a precisare davanti a questa Assemblea parlamentare che tale istituto non rappresenta certo un’invenzione di questo governo. I rimpatri volontari assistiti sono previsti nel nostro ordinamento da oltre 10 anni in attuazione di norme europee e nazionali”. Parole chiare quelle del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenuto in aula alla Camera durante la discussione del decreto Sicurezza in un clima incandescente.
Piantedosi: i rimpatri volontari esistono da oltre 10 anni
All’indomani dei rilievi del Colle (esclusivamente sulla norma che riguarda gli avvocati) che il governo recepirà con un decreto ad hoc, il titolare del Viminale rispedisce al mittente le speculazioni delle sinistre. Che gridano alla “distorsione del diritto alla difesa. Contemporaneamente la premier Giorgia Meloni ha chiarito che non esiste nessun pasticcio, che il dl sicurezza resta intatto e che il governo è al lavoro per trasformare i rilievi in un provvedimento specifico.
È un meccanismo sostenuto e incoraggiato dalla Commissione Ue
“Questi programmi non sono ispirati solo dall’idea di regolamentare un fenomeno, ma assolvono anche una funzione etica. Perché – scandisce Piantedosi – consentono al migrante che ne faccia richiesta di essere assistito. Per poter fare rientro volontario in sicurezza nel suo Paese di origine. Con la garanzia di un supporto economico e sostenuto da misure per il reinserimento sociale e lavorativo”. Un meccanismo incoraggiato e sostenuto da Bruxelles.
Un’alternativa ai rimpatri forzosi tramite i Cpr
“Tanto per essere chiari, sono l’alternativa, come sostiene anche l’Europa, ai rimpatri forzosi che si effettuano soprattutto attraverso il previo trattenimento nei Cpr. Centri pure tanto avversati da alcuni partiti dell’opposizione”. Numeri alla mano – continua Piantedosi nell’Aula di Montecitorio – l’Italia è il Paese tra quelli dell’Unione europea che effettua fino a oggi meno rimpatri volontari assistiti. Come a dire che l’autoritario governo Meloni certo non ne abusa. “Ci sono state nazioni che nel 2025 ne hanno realizzato molti di più. Ne cito solo alcune. La Germania 16.000, la Svezia oltre 9.000, il Belgio più di 3.000, la Spagna del governo socialista ne ha fatti oltre 2.000. Il via libera del Parlamento a norme che favoriscano i rimpatri volontari “corrisponde dunque a quegli stessi obiettivi su cui l’Europa ha sollecitato l’attenzione degli Stati membri”.
La sicurezza è in cima all’agenda di governo
Più in generale Piantedosi si sofferma sulle ragioni che hanno ispirato l’intero pacchetto sicurezza. E non si scandalizza che il dibattito sia stato acceso, a volte divisivo. “È comprensibile. Ma la discussione ha fatto comunque emergere una convergenza verso obiettivi chiari. Garantire risposte concrete alle aspettative dei cittadini. E noi stiamo dando quelle risposte. I risultati raggiunti confermano la bontà della linea intrapresa. E ci incoraggiano a proseguire con determinazione, proprio nella direzione invocata dai cittadini”.
In Italia reati diminuiti e sbarchi in calo
Gli esempi non mancano. ”In Italia sono diminuiti i reati, in particolare quelli che generano maggior allarme sociale. Stiamo assumendo più operatori delle Forze di polizia a cui stiamo assicurando stipendi maggiori e maggiori tutele. Ce lo riconoscono le organizzazioni sindacali che li rappresentano. Sul fronte immigrazione, sono calati drasticamente gli sbarchi. E più in generale gli ingressi di stranieri irregolari e, al contempo, stiamo moltiplicando i rimpatri”. Non si tratta di misure spot – conclude il ministro dell’Interno – stiamo costruendo un’azione strutturale e condivisa per ripristinare ordine e legalità alle nostre comunità. Temi, non a caso, al centro del confronto nelle sedi internazionali ed europee, perché superano il nostro confine nazionale.
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