Non solo Trump
Meloni difende Papa e identità occidentale: non sarei a mio agio in una società dove i leader religiosi fanno ciò che dicono i leader politici
Giorgia Meloni non fa sconti e ribadisce con nettezza e chiarezza quanto già affermato ieri: dalla cornice del Vinitaly di Verona, la premier lancia un messaggio cristallino e risoluto che riafferma la linea del governo italiano sullo scacchiere internazionale: lealtà agli alleati, ma senza rinunciare ai propri principi e al rispetto per le istituzioni religiose. Il che non implica il venire meno di un suo commento sulle recenti dichiarazioni di Donald Trump nei confronti di Papa Leone, definendole già 24 ore fa, e senza mezzi termini, «inaccettabili».
Trump-Papa, Meloni ribadisce quanto affermato ieri e rilancia
«Quello che ho detto è quello che penso: che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili», ha esordito la premier, ribadendo la piena solidarietà al Pontefice già accordata nel messaggio di ieri. Ma il ragionamento di Meloni si è spinto oltre la cronaca, toccando le corde della nostra identità culturale e politica. «Francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo», ha sottolineato il presidente del Consiglio da Verona, rivendicando con fermezza la distinzione tra sfera spirituale e potere temporale, pilastro della civiltà occidentale.
Meloni su Trump e il Papa, il valore della franchezza tra alleati
Di più. Nonostante il rapporto con gli Stati Uniti resti solido e strategico, Meloni ha spiegato che la vera amicizia non si misura col silenzio. Ma con la capacità di confrontarsi lealmente. Anche aspramente. «Quando si hanno degli alleati strategici, bisogna avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo», ha affermato la premier. Secondo il capo del governo, questa schiettezza non incrina i rapporti, ma al contrario rafforza l’Europa, gli Stati Uniti e l’Occidente in generale. Chiosando in calce: L’Italia con gli Stati Uniti ha un rapporto che va avanti da qualche anno, e che non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, a contesto dato, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario», ha concluso.
La replica ai “cronometristi del mainstream”
Un approccio, quello di Giorgia Meloni, che supera – e di parecchio – la logica del silenzio acritico paventata e additata da una parte della stampa. La solita, a dire il vero, che ha messo il timer alle dichiarazioni pubbliche. Parlando, per esempio, di «un’attesa di ore» ieri – (vedi Daniela Preziosi ospite questa mattina a L’aria che tira sul La7) – per l’intervento della premier sulla spinosa vicenda. Sì, perché con la sua sottolineatura la premier ha messo a tacere anche le polemiche di certo mainstream, che ha tentato di sollevare un caso su un presunto “ritardo” dell’intervento istituzionale.
Trump, il Papa, Meloni e i soliti noti…
In realtà, come sottolineato in diversi talk televisivi e da molti osservatori, la prudenza di Meloni sembra figlia proprio di una postura istituzionale. La premier, infatti, come sottolineato in alcuni casi in replica alle osservazioni pretestuose di alcuni, potrebbe aver atteso con ragionevolezza un passo indietro o delle scuse da parte del tycoon. Quindi, constatato il silenzio di Trump, è arrivata la dichiarazione ferma. A dimostrazione che per Palazzo Chigi la dignità delle istituzioni viene prima di ogni affinità politica o legame internazionale. Confermando così l’Italia come un alleato prioritario, ma con la schiena dritta e i valori ben saldi.
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