Intervistato su Fanpage
Vieni avanti Baffino: D’Alema pronuncia l’ennesima dichiarazione d’amore per la Cina (video)
A volte ritornano: Massimo D’Alema torna a dispensare lezioni di geopolitica globale, attingendo al suo personale bagaglio di ricordi, quando i premier non avevano la consacrazione diretta degli elettori, ma nascevano in laboratorio, tra le segreterie di partito. Erano i tempi dei governi nati con la procreazione assistita dal Quirinale.
Lezione di geopolitica di D’Alema in salsa cinese
L’ex leader dei Ds, nonché ex premier ed ex ministro degli Esteri, sceglie la tribuna amica di Fanpage per suggerire soluzioni alla crisi globale, soluzioni che lui quando era a Palazzo Chigi ovviamente non aveva.
Nel suo lungo colloquio con Valerio Nicolosi, D’Alema si produce in un esercizio ormai rodato: spiegare agli occidentali quanto siano sbagliati, arretrati e pure un po’ barbari, mentre invita a prendere lezione da potenze come Cina e Iran.
Baffino illumina i lettori del sito spiegando che la Cina è difficile da capire perché “ha una cultura diversa”. Traduzione: se non la capite, il problema siete voi. Lui invece la capisce benissimo – del resto dialoga con dirigenti, partecipa a convegni e, soprattutto, non sembra avere troppi dubbi su chi siano i “buoni” della storia.
Quanto alle critiche? Roba da poco. L’ex leader dei Ds liquida tutto con sussiego: ci sarebbero relazioni ben più degne di essere criticate. Già, peccato che quelle che frequenta lui abbiano spesso un curioso denominatore comune: regimi poco inclini alla democrazia, ma molto apprezzati nei circoli post-comunisti.
D’Alema ci rassicura: la Cina non vuole invaderci
Il passaggio più surreale arriva però quando difende Pechino con una frase destinata a entrare negli annali: “i cinesi non bombardano nessuno”. Un’affermazione che, più che un’analisi geopolitica, sembra uno slogan da convegno anni ’70 con tanto di slogan la Cina è vicina e locandine di Mao appese al muro.
Al giornalista di Fanpage D’Alema spiega che la Cina non ha “ambizioni di invadere”. Una visione rassicurante, quasi idilliaca, che probabilmente farà sorridere non poco chi osserva da vicino le tensioni globali.
Insomma, mentre l’Occidente – a suo dire – si imbarbarisce, il vecchio leader della sinistra italiana continua a guardare altrove con una certa nostalgia ideologica. Più che un’analisi del presente, sembra il remake di un film già visto: quello in cui l’Occidente ha sempre torto e l’Internazionale comunista ha sempre ragione.
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