Bella pagina di tv pubblica
Diaco cambia apertura di BellaMa’: via la sigla, spazio al viaggio del Papa: “Ha bisogno del nostro sostegno”
Una bella pagina di servizio pubblico. Pierluigi Diaco ha deciso di cancellare la sigla del suo programma di varietà “BellaMa” e aprire la trasmissione con una finestra quotidiana per informare i telespettatori sul viaggio apostolico di Papa Leone XIV , “questo grande uomo di pace”, spiega il conduttore.
Diaco cancella la sigla di “BellaMa”: da oggi finestra sul viaggio del Papa
Mai momento è stato più appropriato per testimoniare quanto il servizio pubblico sia vicino alla sensibilità di tanti italiani che hanno osservato sconcertati gli attacchi del presidente Usa Trump al Pontefice e la reazione decisa della premier Meloni nel condannare parole condannate dal mondo intero. “Mai come oggi il Papa, il Santo Padre, Leone XIV, ha bisogno del nostro sostegno– spiega Diaco la sua decisione di sospendere per un po’ l’apertura spensierata e salottiera di “BellaMa” per concentrarsi sulla missione del Pontefice in Africa.
Da Diaco bella pagina di servizio pubblico
“Noi operatori dell’informazione possiamo fare solo una cosa: dare spazio alla sua voce. Quindi da oggi fino alla conclusione del suo viaggio apostolico nel continente africano, ho deciso di cancellare la sigla per qualche giorno. E aprire BellaMa’ con una finestra quotidiana per informare i telespettatori sul viaggio di questo grande uomo di pace”. Con queste parole Pierluigi Diaco ha spiazzato i telespettatori e aperto la diretta del suo fortunato varietà in onda su Rai2. Subito dopo si è collegato con il vaticanista del Tg2 Rosario Carello in Algeria, battezzando così la nuova rubrica ‘Diario di viaggio di Leone XIV’.
Da oggi l’apertura di BellaMa’ sarà: ‘Diario di viaggio di Leone XIV’
Questa attenzione per il senso di pace che il Pontefice intende infondere dimostrano che fare servizio pubblico significa anche fermarsi a pensare in profondità, quando i tempi lo richiedono. Aprire un programma sul Papa è una scelta giusta, non scontata. Soprattutto in un programma come il suo che mette a confronto varie generazioni apparentemente distanti tra loro e fermarsi a riflettere sul mondo che ci circonda è opportuno e doveroso. Diaco, tra l’altro, è reduce da un boom di ascolti che fanno di “BellaMa’” una delle trasmissioni più seguite del pomeriggio della seconda rete televisiva della Rai. Il pubblico sicuramente apprezzerà la sua scelta editoriale coraggiosa. Colpisce infatti la scelta di intervenire direttamente sull’identità del programma, rinunciando a uno degli elementi più riconoscibili come la sigla, per privilegiare un’apertura informativa e di senso.
Il Papa ad Annaba, in Algeria
Durante il programma l’inviato Rai si è collegato da Annaba in Algeria “il nuovo nome di Ippona, la città che è stata da sempre collegata a Sant’Agostino perché era quella appunto di cui era vescovo” ha spiegato il vaticanista. Papa Leone “in questi giorni in Africa sta rilanciando segni concreti di fraternità e di pace”. Diaco ha chiesto a Carello se pensasse che il pontefice potesse parlare nell’omelia di oggi anche degli attacchi ricevuti da Trump: “Se devo dire la mia opinione – è la risposta- non penso accadrà assolutamente. Papa Leone non sceglierebbe mai di rivolgersi a Trump da una chiesa durante un’omelia”.
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