La premier da Cipro
Meloni dice no agli 800 milioni per il palazzo europeo: “Segnale sbagliato ai cittadini. Spese per la difesa? Prima per l’energia”
+ Seguici su Google Discover“Penso che un segnale vada dato anche alle spese amministrative: non si può proporre la ristrutturazione del palazzo della sede del Consiglio europeo a 800 milioni di euro, è una cosa che l’Italia non è in grado di sostenere e sarebbe un segnale sbagliato nei confronti dei cittadini”: così la premier Giorgia Meloni ai cronisti al termine dei lavori della seconda giornata del Consiglio europeo a Cipro.
“L’economia europea poggia anche sulla piccola e media impresa”
“Siamo d’accordo invece sul tema della competitività – aggiunge la presidente del Consiglio -. Ho posto la questione che i fondi sulla competitività devono essere indirizzati soprattutto all’innovazione tecnologica. Però, dobbiamo accompagnare anche la trasformazione dell’industria tradizionale, accompagnare le nostre filiere storiche e più importanti e non dimenticare il ruolo che ha la piccola e media impresa. Il timore – continua Meloni – che quando si parla di competitività si pensi sempre e solo a quello che è molto grande, quando un pezzo significativo dell’economia europea è collegato alla piccola e media impresa, è una cosa che va ricordata, altrimenti faremmo un errore”.
“Sul Quadro Finanziario (QFP) negoziato difficilissimo”
Sul quadro pluriennale finanziario (QFP)”, Meloni sottolinea invece che il negoziato è difficilissimo. L’Italia ha delle linee rosse che riguardano i fondi della coesione e la politica agricola comune (PAC). È inutile occuparsi di sicurezza se non ci occupiamo di sicurezza alimentare, ed è inutile cercare competitività se non mettiamo tutti i territori nella condizione di competere ad armi pari tramite la coesione. Inoltre, bisogna dare un segnale sulle spese amministrative: non si può proporre la ristrutturazione della sede del Consiglio europeo a 800 milioni di euro. L’Italia non è in grado di sostenerlo e sarebbe un segnale sbagliato ai cittadini.”
“Le tensioni tra Usa e Spagna? Non le vedo positivamente”
Sulla ipotesi paventata della Spagna fuori dalla NATO, Meloni dice di non vedere la “situazione positivamente”. “Penso – sottolinea la presidente del Consiglio – che la NATO debba rimanere unita, penso che sia un elemento di forza che abbiamo nel contesto. Dobbiamo lavorare per rafforzare la colonna europea della NATO, che deve essere complementare a quella americana”.
“Spese per la Difesa? Viene prima l’energia”
“Sulla questione delle spese militari, non ho detto che non siano più una priorità. Le spese di difesa rimangono una priorità, ma chiaramente se abbiamo un problema come quello dell’energia, c’è un’urgenza che purtroppo viene prima”. Per poi ribadire: “I nostri rapporti con gli Stati Uniti sono sempre solidi”.
“Da Putin pretendiamo passi avanti”
“Riguardo a Putin e al G20, penso sia il momento in cui siamo noi a chiedere a Putin di fare passi avanti. Gli americani hanno fatto diversi passi avanti verso la Russia in questi mesi senza vedere altrettanto dall’altra parte; credo sia il momento di pretenderli”, incalza la premier.
Missione Unifil e Libano
Affrontando il tema del futuro della missione Unifil, Meloni si è detta convinta “che una presenza internazionale al confine tra Libano e Israele rimanga necessaria e fondamentale. Il mandato di Unifil scade a fine anno ed entro giugno il Segretario Generale Guterres farà delle proposte su come garantire la continuità della presenza internazionale. L’Italia si è guadagnata un grande rispetto sul campo con le sue missioni e questo può fare la differenza. Salutiamo positivamente – ha aggiunto la premier – i colloqui diretti tra Libano e Israele.”
“Sul decreto sicurezza nessun precedente pericoloso”
Per quanto riguarda il decreto ad hoc che modifica il decreto sicurezza “ci sono dei precedenti in passato di correzioni che sono state fatte quando non c’erano i tempi della conversione contestualmente alla approvazione del decreto, quindi no, non ci vedo un precedente pericoloso. Chiaramente avremmo preferito procedere correggendo in corsa, ma questo avrebbe fatto decadere il decreto, avrebbe creato non pochi problemi”, ha concluso la premier.
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Italpress - di Italpress