Una filiera da 700 miliardi
Made in Italy: approvata la legge contro i reati agroalimentari. Lollobrigida: risultato storico
+ Seguici su Google DiscoverL’Aula della Camera ha approvato in via definitiva il ddl sulle “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”: 154 voti favorevoli, 110 astenuti e un solo contrario. Un provvedimento atteso da anni che introduce un sistema più severo per contrastare i reati nel settore agroalimentare, rafforzando controlli, tracciabilità e sanzioni.
Il testo, composto da 21 articoli e collegato alla manovra, punta a colmare le lacune normative emerse negli ultimi anni. Tra le novità principali, l’inserimento nel codice penale di un intero capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare e l’introduzione di nuovi reati come la frode alimentare e il commercio di prodotti con segni mendaci, ovvero indicazioni ingannevoli sull’origine, qualità o quantità degli alimenti.
Cosa cambia: più controlli e pene più severe
La riforma rafforza in modo significativo l’impianto punitivo, con sanzioni più dure rispetto al passato e attenuanti per chi collabora con la giustizia. Viene inoltre potenziato il sistema dei controlli e istituita una cabina di regia presso il Masaf per coordinare le attività ispettive.
Obiettivo dichiarato: contrastare fenomeni sempre più strutturati come agromafie e agropirateria, che oggi muovono miliardi di euro e operano su scala globale anche grazie alle nuove tecnologie.
Lollobrigida: “Risultato storico per il Made in Italy”
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha parlato di “risultato storico”, sottolineando come l’Italia si doti finalmente di una difesa organica del proprio sistema agroalimentare.
“Le sanzioni sono l’extrema ratio, ma rappresentano anche uno strumento di prevenzione. Oggi diamo a forze dell’ordine e magistratura strumenti più efficaci. Inoltre, quanto confiscato potrà essere destinato alle persone meno abbienti”, ha spiegato.
Un settore strategico da 700 miliardi
Il provvedimento riconosce l’agroalimentare come asset strategico nazionale. Secondo i dati citati nel dibattito parlamentare, la filiera vale oltre 700 miliardi di euro, mentre i crimini agroalimentari hanno raggiunto volumi superiori ai 25 miliardi annui.
Nel mirino soprattutto pratiche come l’italian sounding e l’uso fraudolento dei marchi, che danneggiano imprese e consumatori, minando la reputazione del Made in Italy nel mondo.
Il sostegno della politica e delle imprese
Ampio il consenso politico, con il sostegno della maggioranza e l’astensione annunciata delle opposizioni. Anche le associazioni di categoria hanno accolto positivamente la riforma. “La riforma – commenta Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura – tutela quindi imprese e consumatori, garantendo qualità, sicurezza e autenticità dei prodotti. Un passo decisivo per rafforzare il sistema agroalimentare italiano e il suo prestigio nel mondo”.
Coldiretti parla di “svolta decisiva” dopo dieci anni di attesa, ricordando come il fenomeno delle frodi sia cresciuto in modo esponenziale nell’ultimo decennio.
Un segnale anche all’Europa
Dal Parlamento arriva anche un messaggio all’Unione europea: serve una maggiore tutela delle produzioni nazionali contro regole giudicate spesso penalizzanti. Con questa legge, l’Italia punta a rafforzare il proprio ruolo di leader nella qualità agroalimentare, difendendo un patrimonio che rappresenta non solo un’eccellenza economica, ma anche culturale.
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