L’arte del copiato
La sinistra si arrende: Sánchez adotta il “metodo Meloni” anche sul Patto di stabilità
A Bruxelles i Socialisti capitanati da Iratxe García Pérez, vicinissima del premier spagnolo, chiedono di sforare i vincoli Ue per la crisi energetica: la stessa linea data dai conservatori
+ Seguici su Google DiscoverLa narrativa di una sinistra europea alternativa alla linea della destra regge sempre meno. E il caso spagnolo, con il premier socialista Pedro Sánchez, continua a offrire esempi difficili da ignorare. Dopo i dossier su immigrazione e spesa militare, si aggiunge ora un nuovo capitolo: quello della politica economica ed energetica in sede Ue.
La sinistra gioca al copiato
Il punto è semplice: mentre in Italia la richiesta di maggiore flessibilità sui conti pubblici per affrontare la crisi energetica rispecchia una vecchia battaglia “sovranista” da sempre cara alla destra di governo, a Bruxelles la stessa linea viene fatta propria dai Socialisti europei, cioè dalla famiglia politica di Sánchez.
A dirlo esplicitamente è stata Iratxe García Pérez, leader del gruppo S&D al Parlamento europeo e figura politicamente vicinissima al capo dell’esecutivo spagnolo: «Bisogna attivare la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità». Tradotto: esattamente ciò che Roma chiede da settimane, ovvero la possibilità di sforare i vincoli di bilancio per sostenere imprese e famiglie travolte dal caro energia.
Non è solo tecnica, è politica
Non è un dettaglio tecnico. È un passaggio politico. Perché certifica che, anche sul terreno economico, la sinistra devo fare i conti con la realtà e “rubare” almeno un po’ il buonsenso dei conservatori. La crisi energetica – aggravata dalla dipendenza dell’Europa da fornitori esterni, e soprattutto proprio dalla Spagna prima acquirente della Russia di Putin – ha aperto una faglia che obbliga tutti a riflettere.
L’asse Meloni-Sánchez
Già nei giorni scorsi si era visto un primo segnale al vertice Ue: un asse pragmatico tra Meloni e Sánchez sulla necessità di maggiore flessibilità. Ora quel posizionamento trova una sponda ufficiale nel Parlamento europeo, dove i Socialisti escono dalla prudenza e mettono nero su bianco una richiesta identica a quella del governo italiano. E non hanno problemi ad ostentarlo: “Delivering solution in Times of crisis” — “Fornire soluzioni in tempi di crisi”—, pubblicano sui social del gruppo con colori sgargianti.
Dal Pd non una parola
Eppure, nella Capitale c’è chi si nasconde: dal Pd non una parola. Il partito di Elly Schlein, parte integrante dei S&D, ha evitato accuratamente di sostenere la linea del governo Meloni, preferendo restare su una posizione attendista mentre lo scontro con Bruxelles si faceva più acceso. A Strasburgo, però, la famiglia politica di riferimento va da tutt’altra parte.
Un copione che si ripete
E non è la prima volta. Nonostante la sinistra continui a sbandierare Sánchez come un monaco trappista da cui prendere esempio, lui continua a seguire Meloni, colei che costoro – buon compagni- continuano a combattere. Insomma, il controcircuito nella sinistra nostrana è evidente.
In Spagna però, più che un’eccezione, sembra un metodo: prima si critica, poi si segue – nei fatti – la stessa direzione imboccata dalla destra italiana. È successo con l’immigrazione, con il tema della difesa e ora, persino, con la lotta all’infernale burocrazia brussellese. Chissà alla fine il compañero Sanchez sceglierà di cambiare casacca e candidarsi tra le fila dei conservatori.
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