A Chieti i primi dati
La psilocibina e i primi interventi sulla depressione autorizzati dal Ministero: risultati incoraggianti
La somministrazione ha già dato effetti positivi. Presto partirà anche il centro di Colleferro nell'Asl 5 di Roma
+ Seguici su Google DiscoverSono incoraggianti i primi dati sull’uso della psilocibina, l’estratto del fungo allucinogeno, contro la depressione resistente. È l’Università di Chieti ad essere già partita, a febbraio, nella sperimentazione mentre a breve anche il dipartimento di salute mentale di Roma dell’Asl 5, diretta da Giuseppe Nicolò, partirà con le somministrazioni della sostanza.
I risultati
La sperimentazione all’ospedale “Santissima Annunziata” di Chieti, guidata dal professor Giovanni Martinotti, è attualmente in una fase cruciale. Essendo iniziata a febbraio 2026, i risultati definitivi non sono ancora pronti, ma i primi riscontri clinici sono molto promettenti.
Sulla prima paziente trattata (una donna di 63 anni) e sui soggetti successivi, la procedura si è svolta regolarmente senza criticità cliniche o effetti collaterali rilevanti.
Sebbene lo studio sia in “doppio cieco” (né medici né pazienti sanno chi riceve il farmaco e chi il placebo), i primi report indicano che diversi partecipanti hanno mostrato un andamento molto positivo nelle settimane post-trattamento.
Come agisce la psilocibina
Lo studio punta a trattare 68 pazienti affetti da depressione resistente. La psilocibina agisce come una sorta di “reset” biologico e psicologico. A differenza dei farmaci tradizionali che cercano di bilanciare i livelli di serotonina nel tempo, questa molecola interviene in modo rapido su due fronti.
Nella depressione, la DMN è iperattiva
Stimola la produzione di proteine che aiutano i neuroni a creare nuove connessioni (sinapsi). È come se il cervello diventasse più “morbido” e capace di imparare nuove abitudini emotive. Nella depressione, la DMN è iperattiva (ruminazione negativa). La psilocibina ne riduce temporaneamente l’attività, permettendo al cervello di uscire dai soliti binari di pensiero.
La psilocibina ne riduce temporaneamente l’attività
Nei primi pazienti trattati a Chieti si è osservato che alcuni soggetti hanno mostrato una riduzione dei sintomi depressivi già nelle prime 24-48 ore dopo la somministrazione. Questo è il dato che più entusiasma i medici: la capacità di dare sollievo quasi immediato a chi soffre da anni. Oltre il 50% raggiunge la remissione, ovvero non presenta più i criteri clinici della depressione a un mese dal test. A breve anche il centro di Colleferro, diretto da Giuseppe Nicolò, partirà con la sperimentazione.
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