Economia resiliente
La premier brinda al successo del Made in Italy: “Nonostante i dazi, il settore del vino cresce” (video)
Non c’è dazio che tenga. Il settore del vino cresce nonostante i le tariffe. E iil governo ha intenzione di sostenerlo e potenziarlo ulteriormente. Parola della premier Giorgia Meloni in un punto stampa al Vinitaly di Verona, definendo il settore “la più straordinaria vetrina di una delle espressioni più incredibili del nostro Made in Italy”.
Vinitaly, Meloni: il settore del vino continua a darci soddisfazione
Un settore fiore all’occhiello che il governo ha sempre potenziato e difeso. “Continua a dare enormi soddisfazioni con 14 miliardi di fatturato all’anno”. In continua crescita anche nell’export. Nel vino siamo primi produttori, primi esportatori per quantità, secondi esportatori al mondo per valore. Ed è un settore che anche lo scorso anno, nonostante i dazi, ha continuato a crescere”, ha rimarcato la premier. “Chiaramente è un settore che oggi ha bisogno di essere sostenuto, a maggior ragione in questa situazione molto complessa e per noi molto attenzionata”.
Non solo viticoltura
Ma non c’è solo il settore della viticoltura. “Stiamo cercando di dare risposte all’agricoltura. Un settore da ringraziare per la capacità di reagire alle difficoltà”. “Nell’ultimo decreto con cui rinnovavamo lo sconto dei 25 centesimi sulle accise del gasolio abbiamo anche allargato una misura al mondo dell’agricoltura- spiega Meloni- che ci consente di riconoscere ai produttori un credito di imposta pari all’aumento che registrano. Esattamente come abbiamo imposto di fatto un’impossibilità di aumentare il costo del gasolio agricolo. Stiamo cercando di dare risposte a questo settore. Un settore che va anche ringraziato per la capacità di stare sul mercato e continuare a reagire nonostante le difficoltà”.
Lollobrigida: cos’è il “pacchetto vino” in Europa
Nel contesto di Vinitaly la delegazione di Fratelli d’Italia-Ecr ha organizzato l’evento intitolato “Dal ‘Pacchetto vino’ ai nuovi accordi commerciali: una prospettiva europea”: incentrato sul futuro del settore vitivinicolo europeo, con particolare attenzione alle misure del “Pacchetto vino” e le sfide normative e di mercato ancora aperte. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha evidenziato il valore del provvedimento approvato nei primi mesi del 2026: “Questo pacchetto semplifica ed è un passo avanti importante. È un risultato frutto del lavoro dell’Italia per imprimere un cambio di rotta in Europa. C’era la necessità di cambiare impostazione e mettere l’agricoltore al centro della difesa dell’ambiente”.
Fidanza: “Esempio virtuoso in Europa”
Sulla stessa linea il capodelegazione di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza, ha definito il Pacchetto vino “un esempio virtuoso di Europa” capace di ascoltare i settori produttivi e intervenire su promozione, enoturismo e semplificazione burocratica. In merito alle proposte sull’etichettatura Fidanza ha affermato che bisogna “difendere il settore vino da un nuovo attacco ideologico, con etichette salutistiche estreme e minacciose”. Ha inoltre ribadito la necessità di distinguere tra abuso e consumo responsabile, sottolineando che “c’è una grande differenza tra l’abuso di vino e il consumo consapevole”.
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