Guerra e pace
Iran-Usa, nave iraniana sequestrata nello Stretto di Hormuz: petrolio in rialzo
+ Seguici su Google DiscoverI prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente lunedì, a causa delle rinnovate tensioni tra Trump e Iran che hanno scosso i mercati. Il Brent con consegna a giugno è stato scambiato a 97 dollari al barile, con un rialzo di oltre il 7% rispetto alla settimana precedente, mentre il benchmark statunitense West Texas Intermediate (Wti) ha registrato aumenti simili. All’inizio dell’escalation, a fine febbraio, il Brent era scambiato a meno di 70 dollari. Il rialzo è avvenuto dopo l’intensificarsi delle tensioni nello Stretto di Hormuz, nella giornata di ieri.
Iran, Trump sequestra una nave di Teheran
Nello Stretto di Hormuz, paralizzato dalla Repubblica islamica da una parte e ‘sigillato’ dal blocco navale americano dall’altra, la tensione sale. Gli Stati Uniti colpiscono e bloccano una nave mercantile iraniana a 24 ore dalla fine della tregua che scade il 21 aprile: il rischio di una ripresa della guerra diventa più concreto di ora in ora, come minaccia proprio il presidente americano. “I miei rappresentanti stanno andando ad Islambad, in Pakistan”, dice Trump sul social Truth, annunciando l’arrivo della delegazione nella serata di lunedì 20 aprile. La Casa Bianca manda il vicepresidente JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, emissario e genero del presidente. E’ la stessa squadra schierata nel primo round di colloqui, che non hanno prodotto la fumata bianca. Trump ribadisce che Washington ha offerto “un accordo molto giusto e ragionevole, spero che lo accettino”.
Vance a Islamabad per i colloqui e minaccia
Senza intesa, l’operazione Epica Fury è destinata a riprendere: “Se non accettano, gli Stati Uniti abbatteranno ogni singola centrale elettrica, ogni singolo ponte. Basta fare la persona carina, sarà mio onore fare quello che doveva essere fatto dagli altri presidenti negli ultimi 47 anni”. Il blocco navale a Hormuz prosegue e produce un risultato concreto.
“Abbiamo colpito e bloccato una nave di Teheran”
“Una nave mercantile battente bandiera iraniana, la Touska lunga quasi 275 metri e con un peso quasi pari a quello di una portaerei, ha tentato di eludere il nostro blocco navale, ma non ci è riuscita. Il cacciatorpediniere lanciamissili della Marina USS Spruance ha intercettato la Touska nel Golfo dell’Oman, ordinando lo stop”, rende noto Trump. “L’equipaggio iraniano si è rifiutato di obbedire, quindi la nostra nave ha fermato immediatamente la Touska aprendo una falla nella sala macchine. I Marines hanno preso possesso della nave. La Touska è soggetta a sanzioni del Tesoro degli Stati Uniti a causa di precedenti attività illegali. Abbiamo la piena custodia della nave e stiamo verificando cosa c’è a bordo”, aggiunge.
Teheran non conferma il sì ai negoziati
L’episodio è destinato a complicare ulteriormente il quadro mentre il dialogo, grazie alla mediazione del Pakistan, prosegue dietro le quinte. Teheran invoca la fine del blocco navale e ufficialmente non garantisce ancora la partecipazione ai colloqui. Il ‘caso Touska’ è destinato ad aggiungere ulteriore benzina sul fuoco. L’agenzia di stampa iraniana Fars scrive che una decisione finale sulla partecipazione iraniana “non può ancora essere confermata o esclusa”. Sulla base di informazioni fornite da “fonti interne all’Iran”, l’agenzia evidenzia che le prospettive generali per i colloqui non sono “particolarmente positive”. Si arriva ad affermare che Teheran “non prenderà nemmeno in considerazione un secondo incontro a Islamabad” finché Washington non porrà fine al blocco navale dei porti iraniani nello Stretto di Hormuz.
Anche l’agenzia semi-ufficiale Tasnim sostiene che l’Iran non intende portare avanti i colloqui finché Trump non revoca il blocco. Anche la principale emittente statale Irib si unisce al coro affermando che la partecipazione alle trattative non è garantita: “Attualmente non ci sono piani per partecipare al prossimo round di colloqui Iran-Usa”. A sbilanciarsi, con indiscrezioni provenienti sempre dalla Repubblica islamica, è la Cnn. L’emittente americana annuncia per martedì l’arrivo della delegazione iraniana a Islamabad. Il team dovrebbe essere guidato, come nel primo round, dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf.
Il Pakistan si prepara
In attesa di chiarezza, il Pakistan si prepara. A Islamabad scatta il piano per blindare l’area in cui si trova l’hotel di lusso che ha ospitato i primi negoziati. L’albergo è totalmente vuoto, le strade attorno alla struttura sono state chiuse e nelle prossime ore la città sarà in sostanziale lockdown, con la presenza di oltre 10mila tra soldati e agenti.
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance guiderà la delegazione statunitense ai colloqui con l’Iran in Pakistan, stando a quanto dichiarato da un funzionario della Casa Bianca. L’aggiornamento arriva poco dopo che il presidente Donald Trump aveva indicato che Vance non avrebbe guidato la missione, a cui parteciperanno anche l’inviato speciale del presidente Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner.
“I miei rappresentanti stanno andando ad Islambad, in Pakistan. Saranno lì domani sera per colloqui”. E’ quanto scrive Donald Trump in un lungo post su Truth Social in cui afferma che gli Stati Uniti stanno offrendo all’Iran “un accordo molto giusto e ragionevole, spero che lo accettino perché se non lo fanno gli Stati Uniti abbatteranno ogni singola centrale elettrica, ogni singolo ponte. Basta fare la persona carina, sarà mio onore fare quello che doveva essere fatto dagli altri presidenti negli ultimi 47 anni”.
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