Dopo l'appello di Meloni
Infiltrazioni nei partiti, l’Antimafia parte con audizioni e discussioni: nessuno sconto e nessuna indulgenza
Già convocati alcuni magistrati e politici: l'obiettivo è fare assoluta chiarezza come ha chiesto pubblicamente la premier
La Commissione Parlamentare Antimafia ha deciso all’unanimità la calendarizzazione di audizioni e discussioni sul tema delle possibili infiltrazioni nei partiti. Non cade nel vuoto l’appello di Giorgia Meloni di fare chiarezza senza sconti a nessuno e, ovviamente, senza processi aprioristici ma con discussioni che rispettino il ruolo giuridico della commissione presieduta da Chiara Colosimo.
L’audizione di Lo Voi e Delmastro
Gia’ in una precedente riunione era stato stabilito, dopo il caso sollevato da notizie di stampa sul sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e sulla quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia di Mauro Caroccia, di procedere con un ciclo di audizioni. A quanto si apprende da fonti in seguito alla riunione di oggi è prevista, in una prima fase, l’audizione della procura della Repubblica di Roma, seguita da quella dell’ex sottosegretario Delmastro per acquisire ulteriori elementi utili all’attività della Commissione. Delmastro, giova ricordarlo, non è indagato e nella sua attività di sottosegretario alla giustizia, con delega al 41 bis, ha svolto un’azione di rafforzamento delle misure coercitive per i mafiosi.
Le infiltrazioni nei partiti
Per quanto riguarda il filone relativo alle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti politici, la Commissione Antimafia ha deciso di proseguire e ampliare il lavoro già svolto, anche attraverso una richiesta di atti sui procedimenti relativi all’articolo 416-ter (scambio elettorale politico mafioso ) e la ripresa delle audizioni, sia in seduta plenaria sia tramite il Comitato competente sulle infiltrazioni mafiose negli enti locali. E’ quanto si apprende da fonti della Commissione, dopo la riunione dell’Ufficio di presidenza di oggi, secondo cui l’obiettivo è consolidare le risultanze già emerse e allargare il perimetro degli approfondimenti.
L’impostazione, a quanto si apprende dalle stesse fonti, “è coerente con quanto sottolineato dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, che ha richiamato la natura trasversale del fenomeno mafioso, capace di agire indipendentemente dagli schieramenti politici e di riguardare l’intero sistema istituzionale, senza fare sconti a nessun partito nemmeno al proprio come ha sottolineato in maniera chiara la presidente della Commissione Chiara Colosimo”.
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