Il calcolo di Trump dietro l’attacco al Papa: un messaggio interno pensando alle elezioni di midterm
Per capire le uscite del presidente Usa bisogna guardare all'influenza dell'area evangelica del suo entourage e alle pulsioni dell'elettorato cristiano oltranzista nei confronti dell'Islam. E ricordare il precedente
+ Seguici su Google DiscoverDonald Trump ha rotto con il Papa: questo possono aver pensato tutti coloro che hanno assistito alla reprimenda che il presidente Usa ha dedicato a Leone e alle successive prese di posizione del vicepresidente, il cattolicissimo J.D. Vance.
La guerra in Iran sta evidenziando come il tycoon sia stato sempre più influenzato negli ultimi mesi dall’area evangelica del suo entourage, conservatrice sicuramente, ma anche profondamente convinta del ruolo escatologico ricoperto dagli Usa nella storia.
Le spinte evangeliche alla Casa Bianca
Si tratta di una sorta di millenarismo che si esprime, ad esempio, con l’imposizione delle mani al presidente nello studio ovale, nell’idea che Dio sia necessariamente a favore della “guerra giusta” contro l’Iran e contro chiunque infastidisca l’America e nella convinzione che l’attuale Stato di Israele ritrovi una giustificazione biblica alle proprie azioni.
Ieri Bush con Giovanni Paolo II, oggi Trump con Leone XIV
Si tratta di una riproposizione dello spirito neocon, che portò a disastri relativamente recenti, come la guerra contro l’Iraq. Una visione questa necessariamente destinata a scontrarsi con quella cattolica e dunque così come Bush si ritrovò Giovanni Paolo II sulla sua strada, Trump si trova oggi Leone XIV.
Vance tra fede e ambizione
Nel mezzo però questa volta c’è un vicepresidente, Vance, che ha fatto della sua cattolicità un elemento fondante, tanto che fra poche settimane pubblicherà il libro Communion, dedicato alla conversione. Preso inizialmente alla sprovvista dalla deriva intrapresa dal presidente, tanto che all’inizio dei bombardamenti si era quasi defilato, assieme al segretario di Stato Rubio, lui stesso cattolico. Molti osservatori avevano azzardato l’idea che la sua aspirazione a diventare inquilino alla Casa Bianca stesse perdendo slancio. L’autore di Hillbilly elegy deve aver pensato la stessa cosa se, con toni certamente più moderati, ha ritenuto di riallinearsi a Trump prendendo posizione critica nei confronti di Leone.
Il calcolo di Trump dietro l’attacco al Papa
D’altronde lo stesso tycoon nell’attaccare il Papa ha lui stesso agito per calcolo, nel tentativo evidente di saldare a sé l’elettorato cristiano oltranzista nei confronti dell’Islam, di qualunque confessione, compresi i cattolici e i loro vescovi. Proprio questi ultimi, in particolare i nominati da Bergoglio, stanno conducendo una campagna quotidiana contro la presidenza e dunque The Donald, in vista del midterm, ha dovuto necessariamente attuare una delle sue entrate a gamba tesa, ritenendo probabilmente necessario compattare il consenso dei cattolici bianchi e repubblicani, più inclini a essere d’accordo con gli evangelici.
Trump evidentemente ha deciso di inviare un messaggio interno agli Usa, disinteressandosi dell’effetto globale che ne sarebbe scaturito. O forse ignaro del fatto che, mentre molti pastori protestanti sono leader politici, il Papa gioca su un altro livello.
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