Il ministro sui dati Eurostat
Giorgetti: “Senza il Superbonus il nostro debito pubblico sarebbe stato in discesa. L’Ue cambi registro”
Il titolare del Mef presenta il documento di finanza pubblica e non risparmia critiche a Bruxelles per un rigorismo eccessivo
+ Seguici su Google DiscoverGiancarlo Giorgetti commenta i dati Eurostat e ricorda ai grillini che il peso del debito pubblico è dovuto, in larga parte, agli effetti nefasti del Superbonus voluto da Giuseppe Conte. Non mancando di criticare la rigidità di Bruxelles in un momento di congiuntura internazionale non facile. La conferenza stampa di presentazione del documento di finanza pubblica diventa anche il modo per fare chiarezza sull’Europa.
Le parole del ministro
“Senza i dati sul superbonus l’andamento del debito pubblico sarebbe stato discendente”, ha detto il ministro dell’economia in una conferenza stampa.
‘‘Abbiamo approvato il Documento di finanza pubblica. La naturale premessa è che non viviamo circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale’‘ e quindi le previsioni contenute nel documento ‘’inevitabilmente sono già oggi discutibili ma, ahimè, nelle prossime settimane saranno meritevoli probabilmente di ulteriori approfondimenti, adeguamenti e aggiornamenti”, ha precisato il ministro.
“Tutto questo dibattito rispetto alla procedura di deficit eccessivo mi interessava moltissimo fino al 28 febbraio, dopo mi interessava relativamente di meno. Capisco che in questo paese ci sono anche dei dirigenti sportivi che esultino per l’eliminazione dai mondiali di calcio, quindi è evidente che ci siano tanti che esultino perché una decisione di questo tipo dell’arbitro vada contro gli interessi nazionali. Siamo un paese fatto così, altrove normalmente non avviene”, ha aggiunto Giorgetti.
La rigidità di Bruxelles e lo scostamento
“Ci muoveremo da soli? Io non lo escluderei”. Giorgetti, risponde così a chi gli chiede se l’Italia potrebbe muoversi da sola sullo scostamento di bilancio, se l’Europa non dovesse dare il via libera. Giorgetti ha spiegato che “parlando coi colleghi, in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell’ospedale da campo, in tanti condividiamo lo stesso modo di vedere la situazione. E quindi abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti che dobbiamo curare. E non possiamo dargli l’aspirina, diciamo cosi. Il mondo è cambiato e non è accettabile una rigidità sull’approccio, non sta in piedi”, ha puntualizzato ancora il titolare del Mef. “Non chiedo deroghe al Patto ma di essere pronti a un maggiore margine di manovra se serve”.
Sul taglio delle accise riunione dopo il 1 maggio
“Il taglio delle accise scade il primo maggio, ovviamente la settimana prossima valuteremo l’ordine delle priorità”, ha poi detto il ministro, sottolineando che se si vuole “evitare che aumentino i prezzi ai supermercati io devo evitare che qualcuno ribalti i costi del trasporto nell’ultima fase del ciclo al dettaglio”. Giorgetti si è poi detto soddisfatto della soluzione della vicenda Di Foggia: “Ha rinunciato al Tfr e andrà a fare la presidente Eni”.
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Cronaca - di Redazione