Tutte le misure
Dl Sicurezza: la stretta su baby gang, borseggiatori e immigrazione è legge. Meloni: «La legalità non è negoziabile»
La Camera ha approvato il testo in via definitiva, subito dopo il governo con un Cdm lampo ha varato il testo correttivo della norma sui rimpatri volontari assistiti
Più sicurezza urbana, con norme più severe su borseggiatori e spacciatori, lotta alla violenza giovanile e alle baby gang, stretta sui professionisti del disordine e misure per favorire i rimpatri volontari. È legge il nuovo decreto Sicurezza, approvato dalla Camera con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto e promulgato nella stessa giornata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Meloni: «La legalità non è negoziabile. Avanti così»
Le principali misure del decreto Sicurezza
Il decreto consta di 33 articoli e introduce misure concrete per la sicurezza dei cittadini. Tra le più significative si segnalano lo stop alla vendita di coltelli e armi ai minori e le pene più dure per chi gira armato senza motivo, con una chiamata alla responsabilità diretta dei genitori; la linea dura nei confronti dei soggetti che si sono già contraddistinti per violenze nell’ambito di cortei e manifestazioni pubbliche, con il divieto di partecipazione e i fermi preventivi; la possibilità di applicare il daspo urbano anche in relazione a stazioni, aeroporti e mezzi pubblici; il carcere fino a 5 anni per chi fugge all’alt della polizia; la stretta su borseggiatori, spacciatori e rapinatori, con la possibilità di arresti anche “differiti” in caso di prove video; maggiori tutele per gli agenti in servizio e nuove assunzioni; norme per rafforzare il contrasto all’immigrazione clandestina, tra le quali anche la possibilità di espulsioni più veloci.
Salvini: «Oggi è una bella giornata»
«Oggi è una bella giornata nonostante i problemi a livello mondiale perché questo decreto sicurezza entra in positivo nelle case degli italiani e sulle strade percorse dagli italiani», ha commentato il vicepremier Matteo Salvini.
Bignami: «Un ulteriore passo per il rafforzamento della sicurezza degli italiani»
Il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, ha parlato di «un ulteriore passo nel rafforzamento della sicurezza degli italiani», ricordando i punti più qualificanti del decreto. «Tutto questo – ha sottolineato – mentre la sinistra, come sempre, quando si parla di sicurezza guarda altrove, fa ostruzionismo e continua a schierarsi con chi devasta e mette in pericolo le nostre città». «Noi andiamo avanti, perché per Fratelli d’Italia la sicurezza resta una priorità e un impegno che oggi manteniamo e rispettiamo».
L’intermezzo canoro
Al momento dell’approvazione l’opposizione ha esposto cartelli con la scritta «La nostra sicurezza è la Costituzione», mentre poco prima si erano alzati in piedi per cantare Bella Ciao. La maggioranza ha risposto cantando l’Inno di Mameli, spiazzando la sinistra che si è accodata.
Cdm lampo per il correttivo sui rimpatri
Immediatamente dopo l’approvazione del decreto Sicurezza, si è tenuto un Consiglio dei ministri lampo per l’approvazione del decreto correttivo della norma sui rimpatri volontari assistiti, che si è reso necessario dopo alcuni rilievi del Colle e che a sua volta è stato emanato in giornata da Mattarella. A presiedere il Cdm è stato il vicepremier Antonio Tajani, poiché la premier Giorgia Meloni era impegnata nel vertice Ue di Cipro. «Ci sono dei precedenti in passato di correzioni fatte contestualmente all’approvazione del decreto. Non è un precedente pericoloso. Avremmo preferito procedere correggendo in corsa, ma questo avrebbe fatto decadere il decreto e avrebbe creato non pochi problemi», ha spiegato Meloni, rispondendo alle domande dei cronisti a margine del vertice.
L’intervento del governo sui rimpatri punta ad ampliare la platea dei potenziali beneficiari del compenso per l’assistenza prestata al cittadino straniero, prevendo che sia riconosciuto a tutti i rappresentanti incaricati (e non soltanto a quelli legali). La disposizione si estende quindi anche agli operatori attivi presso associazioni o enti impegnati nel campo delle migrazioni. Un ulteriore elemento riguarda le modalità di erogazione del compenso, che verrebbe riconosciuto in base all’attività effettivamente svolta, indipendentemente dall’esito favorevole della procedura di rimpatrio volontario assistito.