Il vertice
Iran, economia europea, Ucraina e un summit con i leader arabi: a Cipro al via il consiglio informale dell’Ue
+ Seguici su Google DiscoverA Cipro, tra oggi e venerdì, si terrà l’incontro tra i capi di Stato e di governo europei per discutere principalmente delle conseguenze della guerra contro l’Iran scatenata da Israele e Usa, con il successivo blocco dello Stretto di Hormuz e del Quadro finanziario pluriennale dell’Ue 2028-34. I leader sono stati invitati a partecipare dal Consiglio dell’Unione europea e dovranno confrontarsi con i loro omologhi di Siria, Giordania, Egitto, Libano e con il segretario del Consiglio di cooperazione del Golfo. Fino a questo momento si sa che il premier uscente ungherese Viktor Orban, sconfitto alle elezioni dopo sedici anni ininterrotti al potere, non prenderà al Consiglio Europeo informale, di cui è il componente con la maggiore anzianità di servizio. Potrebbe mancare anche un altro leader, per motivi differenti, come ha riferito un alto funzionario Ue senza dare ulteriori informazioni. Ma gli altri 25 membri hanno garantito la loro presenza.
Iran, Ucraina e Medio Oriente: i temi che domineranno gli incontri dei leader Ue a Cipro
La prima parte della serata sarà dedicata, come sempre da quando la Russia ha invaso il suo vicino, all’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Inoltre, entro oggi dovrebbero essere approvati, per procedura scritta dopo l’ok in Coreper, il prestito da 90 miliardi di euro destinato a finanziare l’Ucraina nel 2026-27, concordato nello scorso dicembre, oltre al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che avrebbe dovuto essere approvato entro il 24 febbraio. Entrambi i provvedimenti erano stati bloccati dai veti di Ungheria e Slovacchia.
Successivamente, i leader passeranno a discutere della situazione in Medio Oriente, della guerra in Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz, che sta provocando enormi problemi all’Ue per l’approvvigionamento di energia. Come ha spiegato un alto funzionario europeo, l’Ue «non è direttamente coinvolta», anche se «molti Paesi europei e la stessa Unione, attraverso la sua missione navale nella regione, hanno detto di essere pronti a contribuire, per mantenere aperto lo Stretto». Una parte importante del dialogo sarà dedicata alle misure che la Commissione europea ha messo sul tavolo per affrontare le conseguenze della chiusura dello Stretto sul piano energetico: si tratta di provvedimenti richiesti dai leader nel Consiglio europeo del mese scorso.
Il tema della mutua assistenza in caso di attacco
Sarà toccato anche il tema dell’articolo 42.7 contenuto nel trattato dell’Unione europea, che prevede la mutua assistenza tra i Paesi dell’Ue in caso di attacco. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha lanciato un’esercitazione a livello diplomatico, per capire come renderlo operativo. Ce ne sono state altre in passato, ma viste le condizioni geopolitiche attuali, secondo l’alto funzionario europeo informato sui fatti, si è deciso di fornire ai capi di Stato e di governo un aggiornamento sul tema.La sessione mattutina di venerdì, che si svolgerà a Nicosia, affronterà il tema del il piano di bilancio dell’Ue per il 2028-34, dopo l’intervento della presidente del Parlamento Roberta Metsola.
Il Consiglio europeo avrebbe dovuto parlarne nella sessione di marzo ma, per colpa della terza guerra del Golfo, scatenata a seguito degli attacchi di Israele e degli Usa, non c’è stato il tempo: in quel momento i capi di Stato e di governo erano assorbiti da altre priorità.Dunque, il presidente Antonio Costa ha deciso di dedicare a questo tema, cruciale per il funzionamento dell’Ue, la parte centrale dell’informale di Cipro. Si parlerà anche degli eurobond, emessi dall’Ue e considerati nocivi dai paesi nordici, tanto che nella Commissione di Ursula von der Leyen la parola rimane un dogma. Ci saranno anche consultazioni per la negobox, ossia la scatola negoziale che dovrà riempire il piano di bilancio per sei anni dal 2028.
L’incontro con gli omologhi arabi
L’ultima parte del summit vedrà i 25 o 26 capi di Stato e di governo riunirsi con i leader di Siria, Egitto, Libano, Giordania e con il segretario del Consiglio di Cooperazione del Golfo, per un confronto sulla guerra in Iran e soprattutto sulla situazione in Libano, colpito duramente da Israele per rappresaglia contro gli attacchi degli sciiti di Hezbollah. I Paesi della regione, vedrebbero l’Ue come un partner affidabile e stabile.
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