Il ricordo dell'italiano
“Così muore un italiano: 22 anni non scalfiscono la forza delle tue parole”. Meloni ricorda Quattrocchi
Nel giorno in cui ricorre l'anniversario dell'uccisione per mano dei terroristi islamici, la premier dedica il suo pensiero a Fabrizio, medaglia d'oro al valor civile
«Ventidue anni sono passati dal giorno della barbara uccisione di Fabrizio Quattrocchi a Baghdad. Il tempo non ha scalfito la forza delle sue ultime parole: “adesso vi faccio vedere come muore un italiano”, mentre cercava di liberarsi dal cappuccio che gli avevano messo in testa, in modo da poter guardare in faccia i suoi aguzzini. Parole fiere, incredibilmente lucide, intrise di amore per la Patria e che sono diventate simbolo di un’identità che non si piega, di una dignità che nessuna violenza può spezzare. Ventidue lunghi anni sono passati, e il suo sacrificio continua a parlarci. Ci chiede di essere all’altezza, di ricordarci chi siamo, di difendere con orgoglio la nostra libertà. Non dimentichiamo».
Sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda Fabrizio Quattrocchi, ucciso in Iraq il 14 aprile del 2004 per mano dei terroristi islamici.
Quattrocchi, simbolo di patriottismo
La guardia di sicurezza italiana di 35 anni era stata rapita a Bagdad insieme ai colleghi Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio. È diventato un simbolo di patriottismo e un esempio di eroe italiano moderno, dopo che di fronte ai suoi assassini, gli autoproclamati “Falangi Verdi di Maometto” di cui poi si sono perse le tracce, provò a liberarsi dalla kefiah che gli copriva il capo chiedendo di poterli guardare in faccia, a testa alta, nel momento dell’esecuzione, perché è così “che muore un italiano”.
Medaglia d’oro al valor civile
Il video di quelle parole fece rapidamente il giro del mondo, e commosse l’Italia intera, tanto che con decreto del 13 marzo 2006, su proposta del ministro dell’interno Giuseppe Pisanu, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì a Fabrizio Quattrocchi la medaglia d’oro al valor civile. La motivazione fu: «Vittima di un brutale atto terroristico rivolto contro l’Italia, con eccezionale coraggio ed esemplare amor di Patria, affrontava la barbara esecuzione, tenendo alto il prestigio e l’onore del suo Paese».
Ventidue anni dopo quell’estremo sacrificio l’Italia e il governo italiano non lo hanno dimenticato.
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