La bocca del Cremlino
Chi è Soloviev, il propagandista russo che ha insultato Meloni: la villa sul lago di Como e i contatti con l’ex “ombra” di Putin
+ Seguici su Google DiscoverPrima degli insulti rivolti a Giorgia Meloni, del conduttore e giornalista russo Vladimir Soloviev non si sapeva molto. L’unica certezza era la sua fede incondizionata al Cremlino, come ha dimostrato in passato anche dopo la morte dell’oligarca e fondatore del gruppo “Wagner”, Eugenij Prigozhin: «Noi non siamo una gang. Non siamo la mafia. Non cerchiamo la vendetta come facevano nel Padrino di Mario Puzo. Siamo una nazione basata sulle leggi». Ma non sul rispetto verso i capi di governo degli altri Stati, a quanto pare. Dal 2010, Soloviev conduce un programma nella rete televisiva di Rossija 1, declamando le lodi di Vladimir Putin e del suo apparato politico. La sua carriera, però, sembra dipendere da uno status familiare benestante e dalle amicizie “giuste” in ambito politico.
Vladimir Soloviev: chi è davvero il tessitore della propaganda russa che ha insultato Meloni
Secondo le informazioni disponibili, il tessitore della propaganda televisiva di Mosca ha otto figli da tre mogli diverse. È nato da una famiglia che faceva parte dei salotti dell’intellighenzia sovietica: il padre era un accademico e la madre, invece, una storica dell’arte. Questa condizione familiare privilegiata gli ha consentito di studiare negli istituti della nomenklatura, dove insegnavano l’inglese. E tra i suoi compagni di scuola, tra l’altro, c’era anche Vladislav Surkov. Quest’ultimo aveva costruito il mito della “Novorossija” per Vladimir Putin e che fino al 2020, anno in cui venne rimosso dagli incarichi, è stato “l’ombra” del presidente russo. In poche parole, l’amico di Soloviev era l’eminenza grigia del Cremlino nell’ambito della cultura e della comunicazione. Come racconta anche il romanzo di Giuliano da Empoli, intitolato “Il mago del Cremlino”, sarebbe stata l’amicizia con Surkov ad agevolare la vita di Soloviev.
Genesi di un piccolo oligarca russo
Soloviev è stato dirigente dei giovani comunisti russi e, dopo essersi laureato in chimica e fisica, diventò professore straniero all’università di Huntsville in Alabama. Quando è tornato in patria, nella Russia post-sovietica di Boris Eltsin, si ritrovò catapultato in una realtà che prevedeva l’arricchimento e la possessione di denaro come unica ideologia. Ruscì ad adattarsi anche in questo caso, arricchendosi e investendo il suo denaro anche nel nostro Paese: sul lago di Como ha comprato una villa, che adesso ha subito l’applicazione a seguito dei sigilli.
Si è trovato bene nelle vesti di “piccolo oligarca”, ma c’era ancora un obiettivo da raggiungere: apparire in televisione. Ed è proprio qui che sarebbe entrato in scena il suo amico Surkov, agganciato con le emittenti televisive grazie alla sua amicizia con l’ex oligarca russo Boris Berezovskji, che dirigeva la rete Ort. Dopo un primo debutto, Soloviev è riuscito a guadagnarsi un posto nel paradiso privato di Vladimir Putin, approdando sul canale principale di Rossija 1. La sua forza di volontà si vede anche dall’estremo impegno fisico a cui si è sottoposto per provare a fare bella figura in televisione a livello estetico: prima di debuttare, infatti, perse 70 dei suoi 150 chili.
Dove tira il vento?
Soloviev è un uomo capace di adattarsi alle politiche del Cremlino, ma non senza contraddizioni. Dopo il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump e gli incontri di Anchorage, in Alaska, con Vladimir Putin, aveva strizzato l’occhio al presidente americano. Poi, però, era tornato sui suoi passi definendo il capo dell’amministrazione americana come un «fesso». Ma i suoi inchini contraddittori al potere arrivano da lontano e soprattuto in base alla convenienza. Un anno prima dell’annessione della Crimea alla Russia, aveva affermato che quel territorio appartenesse di diritto all’Ucraina, per poi incensare il presidente russo dopo l’occupazione. Alla corte di Putin, di personaggi come Soloviev ce ne sono tanti altri, come Dmitrij Medvedev, che da occidentalista si è riscoperto sostenitore del Cremlino.
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