Il caso Rocchi
Calciopoli o bolla di sapone? I tifosi meritano di sapere la verità per non spegnere i loro sogni
Finora è solo un turbinio di voci ma bisogna fare chiarezza senza processare ingiustamente squadre e persone
L’indagine su Gianluca Rocchi, il designatore arbitrale indagato a Milano per frode sportiva, sinora ha lasciato spifferi. E anche cose che, come in un partita di poker, al buio non riescono a vedersi. Non si sa se siamo alle porte, vent’anni dopo, di una nuova Calciopoli o se si tratta di una bolla di sapone, in cui mancano le prove evidenti di un’alterazione dei risultati, della violazione dei principi di lealtà sportiva.
Al momento sappiamo solo che Rocchi, sulla base delle accuse di un ex arbitro defenestrato, è sotto indagine e con lui il responsabile del Var e altri tre fischietti. Sappiamo, ma si tratta di indiscrezioni, che l’ex designatore avrebbe interferito sulle decisioni del Var, addirittura con una sorta di segnale che indicava se agire o meno, e avrebbe indicato gli arbitri graditi all’Inter.
Il nodo delle intercettazioni
Ma le notizie che ci arrivano (sempre e solo nel qui e ora) riguardano partite che l’Inter avrebbe poi perso, una peraltro proprio per un errore arbitrale. Tutto è racchiuso nelle intercettazioni che sono in possesso della Procura e che ancora sono coperte da segreto istruttorio.
Se tutte le accuse fossero quelle lette, Gianluca Rocchi avrebbe dovuto essere fermato prima e non archiviato dalla giustizia sportiva, per essersi intromesso nella sala Var. Ma non ci sono prove di combine, di aiuti alle squadre di A e B e soprattutto all’Inter, che si appresta a diventare campione d’Italia con il peso di un’ombra che va dipanata.
Fare presto
Cosa c’è nelle intercettazioni? Lo sa solo la Procura. Ma qui il punto è fondamentale. La stagione si chiuderà tra meno di un mese e lì si decideranno le sorti di tutte le compagini.
Se l’Inter aveva rapporti vietati attraverso i suoi tesserati con Rocchi e ha ricevuto favori è chiaro che dovrà rispondere di illecito sportivo. Il che potrebbe significare la revoca degli scudetti e la retrocessione in serie B. Ma parliamo di ipotesi oggi del tutto lunari. Tanto è bastato affinché si scatenasse la canea degli altri tifosi. Gli juventini che ritengono di essere stati vittime di una persecuzione il 2006 e che si amano con gli interisti più o meno come iraniani e americani, i napoletani e i milanisti che sognano gli scudetti a tavolino e via dicendo.
Entro fine maggio bisogna conoscere la verità
È necessario che entro fine maggio la procura della Figc, che ancora deve spiegarci perché ha archiviato la violazione di ingresso in sala Var di Rocchi, durante Udinese-Parma, abbia a disposizione le carte. Per poter imbastire le accuse e per chiudere i procedimenti prima che inizi la nuova stagione. A oggi, si profilano solo voci e le voci rischiano sempre, quando si parla di giustizia e ancora di più di possibili scandali calcistici, di azzardare processi alle intenzioni. Rocchi come allenatore degli arbitri è stato pessimo, fallimentare, mediocre e andava comunque sostituito. Ma un conto è dire questo, un altro è dire oggi che abbia commesso reati.
Se ci fosse illecito al via la class action?
Se si provasse che alcune partite sono state combinate chi risarcirebbe ad esempio gli scommettitori danneggiati? Sarebbe possibile fare una class action contro la Figc? Anche queste domande meriterebbero risposte celeri.
I tifosi meritano chiarezza
I tifosi di tutte le squadre (possibile che ce ne siano altre anche in serie B) hanno il diritto di sapere la verità. L’Inter lo scorso anno reclamò alcune decisioni arbitrali sfavorevoli indicandole come decisive per la perdita dello scudetto ad appannaggio del Napoli. Ma dimenticando anche quelle favorevoli, come capita a tutti. L’augurio è che si sia sempre e solo trattato di errori in buonafede e non di predeterminazioni. Anche quest’anno i nerazzurri hanno avuto episodi a favore e sfavore ma lo scudetto lo hanno vinto meritatamente. Se poi comunque hanno condizionato gli arbitri, o meglio se li sono scelti, dovranno essere puniti come prescrivono le leggi. Sulle basi di prove e non di un chiacchiericcio.
Abbiamo visto nel passato le schede svizzere, le prescrizioni, gli scudetti di cartone, che hanno tolto ancora più credibilità al nostro sistema calcistico. Se c’è stata corruzione lo si sappia e lo si contesti. Ma non si perda troppo tempo, correndo il rischio di crocifiggere inutilmente squadre e dirigenti che magari non c’entrano niente. Il calcio in Italia è una cosa seria. Più della guerra, diceva Churchill.