Il cordoglio della politica
Umberto Bossi, domenica l’ultimo saluto nella “sua” Pontida. La premier Meloni parteciperà ai funerali
Un estremo saluto con il suo popolo. I funerali di Umberto Bossi scomparso nella serata di giovedì si svolgeranno a Pontida, domenica 22 Marzo alle ore 12 nell’abbazia del monastero di San Giacomo. La famiglia ha voluto che il “senatùr” condividesse “l’ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega”. I pensieri e i ricordi della politica si sono moltiplicati dal momento della notizia della sua scomparsa. La premier Meloni, che domenica parteciperà alle esequie ha sottolineato un tratto distintivo: “Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica”. Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa parteciperà domenica prossima ai funerali.
Il ricordo di Giorgia Meloni. La premier domenica a Pontida per i funerali
Affranto il vicepremier e ministro di Trasporti, Matteo Salvini, che traccia un profilo estremamente toccante: “Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà. Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita. Oggi ne ho 53 e ti saluto, nel giorno della Festa del Papà; con una lacrima ma con la stessa gratitudine, lo stesso orgoglio e la determinazione a non mollare mai, come ci hai insegnato”. “Il tuo immenso popolo ti rende omaggio e continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato: quella della Libertà. Ciao, Capo. A Dio”, conclude Salvini, postando una foto con il Senatùr.
Bersani: “Bossi, l’avversario a cui ho voluto più bene”
Pierluigi Bersani lo ricorda in modo toccante: “E’ l’avversario a cui ho voluto più bene”. Un leghista della prima ora, Roberto Castelli, ancora non se ne fa una ragione. “Per me è stato un fulmine a ciel sereno, era un po’ che non lo sentivo. Non me l’aspettavo. Oggi siamo tutti orfani, Bossi è stato per me un padre politico, ho imparato tutto da lui, sul piano umano invece è stato un fratello maggiore, perché eravamo amici. Oggi si chiude un’epoca storica, ora devono vivere le sue idee”. “È un dovere ricordare Umberto Bossi, che ho avuto modo di conoscere sia sui banchi parlamentari sia come persona- commenta il ministro Tommaso Foti- . Conservo tanti momenti che non si possono dimenticare. Porgo ai suoi cari e alla famiglia della Lega le mie più sentite condoglianze”.
La “canotta” di Bossi”. Così ha cambiato la comunicazione politica
Uscendo dai commenti della politica, colgono nel segno semiologi e politologi: Bossi ha segnato un momento di rottura con la vecchia politica paludata, nella postura, nel linguaggio del corpo e nel linguaggio: la celebre canottiera sfoggiata sulle spiagge della Sardegna nell’estate del 1994, ripetuta più volte in luoghi pubblici come se fosse un manifesto della sua irriverenza. Ogni gesto, ogni posa, ogni abito raccontava una politica diversa: diretta e fuori dagli schemi della Prima Repubblica, pronta a infrangere le regole e a conquistare l’attenzione del Paese e della gente comune.
Fontana: E stato uno shock
Messaggi e ricordi continuano ad arrivare: “Ieri è stato uno shock. Questa notte è stata molto dura. Io mio papà non ce l’ho più da diversi anni e diciamo che è un secondo papà, dal punto di vista politico. È il padre della Lega e di tutti noi, è sicuramente una giornata di grossa commozione e dolore”. Così il presidente della Camera Lorenzo Fontana ospite a Start su Sky TG24 ha commentato la scomparsa di Umberto Bossi. “Mi sono avvicinato alla politica quando avevo quindici anni, proprio affascinato da lui, dal suo modo. Nella piccola borghesia del nord a inizio anni 90 la Lega era il movimento emergente. A casa mia nessuno aveva fatto politica e la Lega fu il primo partito che coinvolse un po’ tutta la famiglia”.
Rampelli: “Tanto ruvido quanto lucido”
“La distanza con il fondatore e capo della Lega Nord agli albori del suo Movimento è stata abissale – riconosce Fabio Rampelli- per l’opzione indipendentista e per l’avversione verso la mia città, Roma. Aspetti che Umberto Bossi nel tempo ha avuto la capacità di rimuovere rendendo Lega un segmento imprescindibile del centrodestra. Chiunque abbia rispetto per la democrazia e riconosca la sacralità del voto popolare non può non considerare il senatur un elemento insostituibile di accelerazione e svecchiamento della Prima Repubblica, portatore di istanze di rinnovamento e di richiesta di ascolto dei territori e di nuovi ceti produttivi. Che abbia portato elementi di rinnovamento e abbia costretto la partitocrazia a scendere per terra non ci sono dubbi. Di sicuro era un uomo che aveva a cuore la militanza politica in tutte le sue forme e aveva grande rispetto e considerazione per chi ne era espressione, anche distante dalla sua traiettoria. Espresse ufficialmente il suo rammarico e la sua amicizia quando la demagogia populista cercò di porre fine alla storia della destra romana, episodi che non si dimenticano. Un abbraccio solidale alla sua famiglia naturale e politica”, conclude il suo ricordo il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli.
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