Migranti, storico accordo al Consiglio Ue: sì alle proposte italiane. Meloni: “Sono soddisfatta”

9 Giu 2023 9:01 - di Sveva Ferri
migranti ue

Al termine di quella che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito “una giornata impegnativa”, il Consiglio Ue per gli Affari interni ha raggiunto un accordo sui migranti che da più parti è stato descritto come storico. L’intesa, infatti, supera sette anni di stallo sulla materia. Ora il testo dovrà essere sottoposto al vaglio del Parlamento Ue, ma il vero scoglio stava lì in Lussemburgo. “Siamo molto soddisfatti”, ha commentato il titolare del Viminale, spiegando che l’Italia “ha ottenuto il consenso su tutte le proposte avanzate nel corso del Consiglio” e “non sarà il centro di raccolta degli immigrati per conto dell’Europa”.

Meloni: “Il problema è di tutti. Sono soddisfatta di essere riuscita a porre la questione”

“Il problema ce lo abbiamo tutti e occorre risolverlo all’inizio, alla partenza. Sono soddisfatta di essere riuscita a porre la questione perché è il modo per affrontarla insieme, così come sono soddisfatta del viaggio che faremo domenica con la presidente Von der Leyen e il primo ministro olandese Mark Rutte in Tunisia per affrontare un’altra grande questione che è italiana ma anche europea”, ha detto il premier Giorgia Meloni da Manduria, aggiungendo che “quando noi non riusciamo a reggere i flussi migratori, in qualche modo il problema diventa di tutti”.

Cosa prevede l’accordo sui migranti raggiunto dal Consiglio Ue

L’accordo, che investe due regolamenti, sancisce la modifica delle norme sul diritto d’asilo sia per quanto riguarda le responsabilità dei Paesi di primo approdo, sia per quanto riguarda la solidarietà degli altri Paesi, per la quale sono previsti numeri precisi e che diventa obbligatoria, pena un indennizzo. Su questo punto l’ipotesi del Consiglio Ue era che i Paesi di approdo secondario potessero rifiutare l’accoglienza, indennizzando gli Stati di primo approdo con un risarcimento in denaro, quantificato in 20mila euro a migranti. Un meccanismo che l’Italia ha rifiutato, affermando la propria “dignità”, come ha spiegato Piantedosi, e ottenendo invece che quei soldi vadano in un fondo comune per finanziare interventi Ue. Dunque, ancora prima degli aspetti operativi, è stato sancito nettamente il principio che gestione dei migranti e ricollocamenti non possono essere scaricati sui Paesi più esposti.

I vari successi italiani: dagli indennizzi ai rimpatri

L’altro aspetto critico della trattativa e oggetto di un duro braccio di ferro riguardava i rimpatri. Anche su questo l’Italia, che è riuscita ad aggregare intorno a sé un fronte diverso e più ampio del tradizionale blocco mediterraneo (l’Olanda, per esempio, è stata dalla nostra parte), ha centrato l’obiettivo: i rimpatri potranno avvenire anche nei Paesi di transito, non solo in quelli di origine, e saranno i singoli Stati membri a valutarne “sicurezza” e “connessioni” con il migrante. E, ancora, successo italiano anche sul tema delle procedure di frontiera per l’esame delle domande d’asilo di migranti provenienti da Paesi per i quali gli accoglimenti sono inferiori al 20%: si tratta di un meccanismo più semplice e più rapido, che impone una risposta entro 12 settimane, durante le quali i migranti potranno anche essere sottoposti a misure restrittive. Su entrambi questi punti particolarmente sensibili l’Italia è riuscita ad avere la meglio su Berlino e Parigi. Infine, il ministro Piantedosi ha ottenuto, anche in questo caso spuntandola sulla Germania, che la responsabilità dei Paesi di primo approdo rispetto ai migranti arrivati attraverso operazioni di ricerca e soccorso in mare fosse abbassata da 24 a 12 mesi.

Commenti

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  • Giovanni Manfredo Maria Lucrezi 10 Giugno 2023

    Molto bene!

  • Salvatore Ferrara 10 Giugno 2023

    Finalmente finiamo di essere lo zerbino d’Europa

  • Matteo 10 Giugno 2023

    Grande GIORGIA. Brava, il popolo italiano sta imparando a non guardare piu’ soltanto le bandiere di appartenenza, ma i fatti ed i risultati che in EUROPA stai ottenendo.

  • Andrea 10 Giugno 2023

    Ho l’impressione che non sia cambiato nulla.
    Alla fine, vuoi per il solito buonismo all’italiana, poi perché abbiamo il papa che ogni giorno si intromette nella politica italiana, continueremo a tenerci ogni arrivato, ed in più senza ricevere un euro di indennizzo.
    Si cambia tutto per non cambiare nulla.
    Bisogna non farli sbarcare e le ong. Che li portino negli altri paesi europei o dove sono partiti. Se necessario anche con la forza, come fanno i francesi ecc.