Lazio, tra Pd e M5S è già cominciato il gioco del cerino. La sinistra sente aria di sconfitta

5 Gen 2023 11:47 - di Michele Pezza
Lazio

Tra il Pd e il M5s del Lazio è cominciato il gioco del cerino. Il candidato dem alla Regione Alessio D’Amato ha infatti proposto il ticket alla candidata grillina Donatella Bianchi, ricevendone in cambio un imbarazzato silenzio. In compenso, fonti 5Stelle parlano di «tempo scaduto» e di offerta «fuori tempo massimo». Tutto, insomma, lascerebbe capire che il vero obiettivo della sortita di D’Amato sia lo scaricabarile a danno dei pentastellati. Un modo, cioè, per additarli quali unici responsabili della probabile sconfitta della sinistra alle elezioni del 12 e 13 febbraio. Prova ne sia il plauso ricevuto da D’Amato dal segmento ecologista della coalizione.

Il Lazio paradigma dell’impraticabilità del campo largo

Chi, al contrario, ha scambiato lucciole per lanterne, credendo davvero che Pd e M5S stessero per saldarsi, è stato Carlo Calenda. Alla notizia dell’offerta del ticket, il leader di Azione ha immediatamente scaricato in un tweet la sua risposta di fuoco. «Faccelo sapere rapidamente – ha intimato a D’Amato –, in tempo per presentare un nostro candidato alternativo a questo eventuale pastrocchio con i 5S. Basta giochini e alchimie. Parliamo di programmi». Politicamente parlando, com’è chiaro, il Lazio rappresenta la cartina al tornasole dell’impraticabilità del “campo largo” vagheggiato da Letta. Una coalizione che vada dal M5S ad Azione non è realizzabile – né al centro né in periferia – per incompatibilità dei  partiti interessati.

La strategia di Conte

D’Amato ha tentato la quadratura del cerchio sulla scorta dei sondaggi che nel Lazio (come in Lombardia) danno in notevole vantaggio il centrodestra guidato da Francesco Rocca con il 42,6 per cento dei voti, seguito da Pd e sinistra con il 34,8 e, infine, dal M5S con il 18,3. Ma a suo sfavore gioca la strategia approntata da Giuseppe Conte in vista delle elezioni europee del 2024, dove si voterà con il sistema proporzionale. Il M5S intende capitalizzare al massimo l’esito della competizione per poi accasarsi con i Verdi a Strasburgo. Una scelta che alla luce degli sconquassi che il Qatargate sta scatenando tra i Socialisti europei appare destinata a ribaltare i rapporti di forza a sinistra.

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