Mattarella: “Grazie ai vaccini il peggio è alle nostre spalle, ma il Covid non è sconfitto”

28 Ott 2022 19:18 - di Redazione

“Anche se il periodo più drammatico, il pericolo più allarmante, è alle nostre spalle. Dopo oltre due anni e mezzo di pandemia non possiamo ancora proclamare la vittoria finale sul Covid”. A distanza di un mese il presidente Sergio Mattarella lancia un nuovo appello alla responsabilità, alla prudenza e alla precauzione. Davanti a Giorgia Meloni e al neoministro della Salute, Orazio Schillaci, il capo dello Stato approfitta della celebrazione al Quirinale dei Giorni della ricerca per ribadire la necessità di non archiviare troppo in fretta la pratica. E a non dimenticare che “se oggi possiamo, nella gran parte dei casi, affrontare il Covid come se si trattasse di un’influenza poco insidiosa, è perché ne è stata fortemente derubricata la pericolosità per effetto della vaccinazione”. Senza i vaccini, ha detto, “oggi saremmo costretti a contare molte migliaia di morti in più”.

Covid, Mattarella: il peggio è passato, ma non possiamo cantare vittoria

Parole che richiamano quelle pronunciate il 4 ottobre, ad Assisi, in occasione dell’accensione della lampada di san Francesco. “La pandemia – disse in quell’occasione- non è definitivamente sconfitta. Anche se l’azione dei vaccini e la risposta responsabile degli italiani ne hanno frenato l’espansione. Ne hanno ridotto grandemente la pericolosità e hanno salvato la vita a decine di migliaia di persone. Vi sarà ancora bisogno di intelligenza collettiva e responsabilità”. Concetti ripresi e ribaditi questa mattina. Il virus non è ancora sconfitto del tutto, è il senso del monito. “La Sanità pubblica ha il compito di mantenere alta la sicurezza soprattutto dei più fragili, dei più anziani, di coloro che soffrono per patologie pregresse. Tuttavia sentiamo che il periodo più drammatico, il pericolo più allarmante, è alle nostre spalle”.

“La scienza è stata decisica”

Mattarella ha sottolineato l’importanza della scienza, che è stata decisiva. Insieme alla dedizione del personale sanitario. Alla solidarietà, a tutti i livelli. “Dai gesti semplici di aiuto tra le famiglie, nelle comunità, alle scelte comuni compiute dall’Unione europea. Senza il grande impegno della scienza per individuare i vaccini, scoperti e prodotti in tempi record, e anche grazie alle scoperte realizzate nella lotta contro il cancro, oggi saremmo costretti a contare molte migliaia di morti in più”.

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