Claudio Baglioni: «Il nuovo governo? Un fatto epocale, storico. Nessuno poteva immaginarlo»

22 Ott 2022 20:17 - di Gianluca Corrente
claudio baglioni

Va cauto, Claudio Baglioni, com’è nel suo stile. Non si è mai schierato in maniera netta, la sua musica è per tutti. Da una parte dice chiaramente che la Meloni premier ha un significato particolare, comunque la si pensi. Dall’altra, con un po’ di rassegnazione, si dice pessimista, ma solo in parte, specie per la presenza del “governo mondiale”. Proprio per questo dice che, per ora, non ha molte aspettative. Ma spera «come penso debba sperare qualunque cittadino italiano – visto che si tratta della nostra pelle, del nostro portafoglio e della nostra vita quotidiana – che ci sia una regia di comando matura», È questo il primo augurio che esprime sul nuovo governo. «Non ho un giudizio, ma sicuramente si tratta di un fatto epocale, storico. E non si immaginava un governo composto da una parte così schierata».

Claudio Baglioni e la battuta di Sergio Staino

Poi commenta, come riporta l’Adnkronos, la definizione di Giorgia Meloni da parte di Sergio Staino, presidente del Club Tenco. Cioè, “una che sembra una comunista e in realtà è di destra”. «Probabilmente», afferma. «È il bello dei tempi, forse l’inizio di uno straordinario chiarimento: sarebbe meraviglioso». Continua poi il cantautore romano: «Mi piacerebbe che si abbassassero i toni, a cominciare ad esempio dal definire le due parti come maggioranza e minoranza più che come opposizione. Perché poi le parole costringono ad essere fondamentalmente contrario a quel che poi il governo esprime, anche se fosse una cosa sensata», osserva.

Il timore delle ingerenze del “governo mondiale”

Poi Claudio Baglioni ribadisce il suo timore. E cioè che i margini di azione del governo non siano poi così grandi- «Oramai c’è un governo “mondiale”, anche se io non sono un complottista penso che le linee siano comunque già tracciate». Come artista «non chiederei nulla al governo e al ministro della Cultura, visto che noi siamo già del privilegiati. Però forse per tutte quelle forze che lavorano per noi potrebbero chiedere e avere qualcosa in più, magari una legge strutturale per la musica come quella che già esiste per il cinema».

La stoccata di Claudio Baglioni: «Io non ero un incendiario…»

Per Baglioni, «c’è stata una certa fretta di etichettare, di mettere una didascalia sotto una foto. Forse dovuta alla voglia di cambiare il mondo fra la fine degli anni Sessanta e gli inizia dei Settanta. C’era il bisogno di essere molto sbrigativi, c’era chi era militante e chi non lo era. Più strano era dichiarare cosa fosse “impegnato” e cosa no, l’opera artistica può anche essere indipendente dalla propria attività civica. Faccio fatica ancora oggi a dividere gli artisti fra “impegnati” e “non impegnati”. Io ho sempre cercato di essere un buon musicista. E non essendo mai stato un incendiario, adesso ho la fortuna di non dover essere un pompiere malinconico».

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