Meloni, il giuramento nel giorno di Giovanni Paolo II: dopo Borsellino, si chiude un altro cerchio

22 Ott 2022 18:35 - di Carlo Marini
Meloni, Giovanni Paolo II

«È molto curioso questo fatto: è un cerchio che si chiude. Ho cominciato a fare politica il giorno dopo la strage di Via D’Amelio: ora salgo questa scala e ci sono le immagini di Paolo Borsellino”. Lo aveva detto ieri, Giorgia Meloni, lasciando Montecitorio: il calendario oggi segna San Giovanni Paolo II e la coincidenza con il giuramento non sfugge.
«Un Pontefice, uno statista, un santo. Ho avuto l’onore e il privilegio di conoscerlo e sono onorata che sia il Santo di questo giorno così particolare per me». Così la leader di FdI sui Social, in uno dei primi post da presidente del Consiglio.
Un “cerchio che si chiude” anche in questo caso, visto il  che lega Fratelli d’Italia e la sua leader al pontefice morto il 2 aprile 2005.  Giorgia Meloni aveva espresso la sua visione politica citando appunto il santo polacco come riferimento valoriale, in occasione dei lavori della Edmund Burke Foundation con i conservatori europei. Ecco uno stralcio di quell’intervento.

Giovanni Paolo II, il Papa patriota

“Giovanni Paolo II, il “Papa patriota” – diceva la leader di FdI all’assise dei conservatori europei – sapeva perfettamente che le nazioni, l’appartenenza ad un popolo, ad una memoria storica condivisa, erano il fondamento della libertà di ogni uomo. “Nel concetto stesso di patria è contenuto un profondo legame tra aspetto spirituale e materiale”, scrisse nel suo libro Memoria e Identità. Al pari della famiglia la riteneva una “società naturale” perché legata indissolubilmente alla natura umana.

Non smise mai di dire che “non c’è Europa senza cristianesimo”, insegnamento quanto mai di attualità oggi che l’identità cristiana dell’Europa è sotto attacco da un distorto laicismo che si scaglia perfino contro i simboli della tradizione cristiana ma che spalanca al contempo le porte all’islam più intransigente che auspica apertamente di applicare la Sharia anche a casa nostra e che è alla base del terrorismo islamico che ha insanguinato l’Europa e gli Stati Uniti.

“Non c’è Europa senza cristianesimo”

“Giovanni Paolo II. Cristiano e patriota – proseguiva la Meloni nel suo intervento – due colpe imperdonabili sotto l’oppressione comunista. Ma due scandali anche nella Unione Europea di oggi che sembra voler conseguire con altri mezzi lo stesso disegno sovietico dell’annullamento delle identità nazionali e religiose.
Il patriottismo di Giovanni Paolo II gli permise di leggere anche i fenomeni storici che oggi attraversano il nostro tempo alla luce di un realismo cristiano libero da ogni retorica, come nel caso dell’immigrazione. È suo il concetto che il Diritto a immigrare doveva essere preceduto innanzitutto da un Diritto a non emigrare. A vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria”.

Riletto a distanza di due anni, un intervento ancora più attuale. Oggi il giuramento del governo Meloni, proprio il 22 ottobre, san Giovanni Paolo II, è “un altro cerchio che si chiude”.

 

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