Terrorismo, arrestato Aine Davis il “Jihadi Paul”, dei Beatles dell’Isis che decapitavano gli ostaggi

11 Ago 2022 11:01 - di Silvio Leoni

Fa parte del cosiddetto gruppo dei “Beatles” dell’Isis definito così per il loro accento british e ieri sera il 38enne Aine Davis, più noto come Jihadi Paul, considerato uno dei famosi decapitatori dello Stato islamico e accusato di reati di terrorismo è sbarcato all’aeroporto di Luton in arrivo dalla Turchia ed è stato immediatamente arrestato, dal Comando antiterrorismo della polizia metropolitana, rivela la Bbc.

Aine Davis è accusato di essere il quarto componente del gruppo di foreign fighters britannici dell’Isis, soprannominati i “Beatles”, un’accusa che l’uomo respinge.

Comparirà in giornata davanti al tribunale di Westminister con l’accusa di detenzione di arma da fuoco con l’aggravante del terrorismo, di reati in base al Terrorism Act del 2000.

Dei ‘Beatles‘ faceva parte anche Mohammed Emwazi, detto ‘Jihadi John‘, il boia dell’Isis ucciso in un raid di un drone americano a Raqqa – condiderata la ‘capitale’ dell’autoproclamato Stato islamico in Siria – nel 2015.

E proprio nel 2015 Aine Davis era stato catturato nei pressi di Istanbul e incarcerato con una condanna a sette anni e mezzo di reclusione.

Per Alexanda Kotey, il terzo “Beatles” dell’Isis, ad aprile è arrivata negli Usa una condanna all’ergastolo. Il quarto del gruppo è Shafee Elsheikh. Che, come Aine Davis, ha negato di far parte dei “Beatles” dell’Isis.

Sposato con Amal el-Wahabi, una britannica, figlia di immigrati marocchini, condannata per aver finanziato il terrorismo e per aver chiesto ad un amico di contrabbandare 20mila euro in Turchia, destinati a suo marito e nascosti in mezzo ai vestiti, Aine Davis, prima della sua partenza nel luglio 2013 per la Siria occupata, era stato uno spacciatore di droga ed era stato condannato in Gran Bretagna per possesso di accuse di armi.

David ha sempre negato di aver fatto parte del gruppo dei Beatles dell’Isis e di aver combattuto per lo Stato islamico, ha solo ammesso  di aver conosciuto Mohammed Emwazi, alias Jihadi John, da quando frequentavano la stessa moschea a Londra ma ha negato di averlo incontrato in Siria.

Quanto ad una sua foto in posa da combattente armato scattata nel 2013 ha replicato alle accuse dicendo  che era uno scherzo e che non sapeva chi fossero gli altri uomini armati che erano con lui.

I quattro “Beatles dell’Isis” sono accusati di essere responsabili di decapitazioni in Iraq e Siria, come si vede nei famosi terribili video di decapitazione dei giornalisti americani James Foley e Steven Sotloff e degli operatori umanitari britannici David Haines e Alan Henning, nel 2014.

Il gruppo è accusato anche di aver incarcerato e sorvegliato più di 20 ostaggi occidentali dell’Isis a Raqqa occidentale, in Siria e di essere responsabili della tortura dei prigionieri con elettroshockfinte esecuzioni, fra cui addirittura una crocifissione e waterboarding.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *