Altro che giovani e quote rose: l’eletto medio nei Comuni italiani è maschio e 50enne

1 Ago 2022 19:23 - di Redazione
comuni italiani

Uomo, poco meno che cinquantenne, diplomato, impiegato o imprenditore. È l’identikit dell’amministratore locale italiano medio, così come emerge da un’analisi realizzata Centro Studi Enti Locali per l’agenzia di stampa Adnkronos, sulla base dei dati del Viminale aggiornati al 27 luglio 2022 sui 121.386 amministratori dei Comuni italiani attualmente in carica, dei quali 19.547 assessori, 87.133 consiglieri, 1.019 presidenti di consiglio comunale, 618 vicepresidenti del consiglio e 7.452 sindaci.

Gli amministratori uomini sono il doppio delle donne

Dall’analisi dei dati del Csel emerge che a gestire la cosa pubblica, nei territori, sono soprattutto uomini: 80.240 contro le 40.991 donne. Per quanto riguarda l’età, poi, la media è 49 anni. Gli under 40 sono solo 2 su 10 e gli under 20 sono solo 84, vale a dire lo 0,1% del totale. Nella fascia tra 21 e 30 anni si collocano 10.239 persone (8,4%) e in quella da 31 a 40 un totale di 23.301 persone, pari al 19,2% del totale. Il grosso dei sindaci, degli assessori e dei consiglieri comunali si pone, dunque, in zona over 40. La fascia d’età più rappresentata in assoluto è quella tra 41 e 50 anni (32.431, pari al 26,7% del totale), seguita da quella 51-60, popolata da 29.631 persone (24,4% del totale). Chiudono il cerchio 155 ultrasessantenni, pari allo 0,1% del totale.

In Sardegna gli amministratori più giovani, in Liguria i più attempati

La Regione che ha gli amministratori più giovani fra i Comuni italiani è la Sardegna: l’età media di coloro che amministrano gli enti sardi è di 46 anni e 9 mesi. Seguono Basilicata e Calabria (46 anni e 10 mesi), Sicilia (47 anni), Valle d’Aosta (47 anni e 7 mesi), Trentino-Alto Adige (47 anni e 8 mesi), Puglia (48 anni e 5 mesi), Molise (48 anni e 6 mesi), Campania e Abruzzo (48 anni e 8 mesi) ed Emilia-Romagna (48 anni e 9 mesi).

Hanno mediamente 49 anni e 2 mesi coloro esercitano cariche politiche negli enti locali umbri mentre nelle Marche l’età media è di 49 anni e 3 mesi, di poco inferiore a quella che si registra nel Veneto (49 anni e 5 mesi), in Toscana (49 anni e 8 mesi), nel Lazio e in Lombardia (49 anni e 9 mesi). Sono mediamente ultracinquantenni invece gli amministratori locali friulani (50 anni) e piemontesi (51 anni e 11 mesi). Il record della classe politica più matura va ai comuni della Liguria con 52 anni e 8 mesi.

Il 30,9% ha una laurea, in 764 hanno la licenza elementare

Se si osserva il titolo di studio, la percentuale dei laureati nelle giunte e nei consigli comunali italiani è piuttosto bassa. Sono in possesso di un titolo di laurea almeno triennale poco più di 37mila amministratori, pari al 30,9% del totale. Di questi, 3.486 hanno una laurea breve (2.9%), 33.145 una laurea di secondo livello (27,3%), 711 hanno una specializzazione post-laurea o dottorato di ricerca (0,6%) e 153 hanno altri titoli post-laurea (0,1%). Sette amministratori su dieci non sono andati, quindi, oltre il diploma.

Nello specifico, sono ferme alla licenza elementare 764 persone (0,6%), alla licenza media inferiore 15.468 (12,7%), a quella superiore 46.584 amministratori (38,4%). Non risultano in possesso di alcun titolo di studio 75 persone (0,1%). La percentuale più alta di laureati si trova tra i sindaci (45%) e tra i presidenti del consiglio comunale (42%). Di contro, solo il 28% dei consiglieri è andato oltre il diploma.

Che lavoro fanno gli eletti nei Comuni italiani

Tra le professioni più rappresentate svolte a margine dell’attività politica, ci sono gli impiegati di aziende private (oltre 8mila), gli artigiani e gli operai specializzati (quasi 5mila), i dipendenti che operano nel mondo pubblico (oltre 4.200) e gli imprenditori, amministratori e responsabili di aziende private (oltre 4.100). Tanti anche gli amministratori locali che provengono dal mondo dell’architettura o dall’ingegneria (oltre 3.600), così come gli specialisti in scienze giuridiche (oltre 2.600), ai quali si sommano altri 1.100 avvocati e procuratori legali.

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