Zaia: mi ribolle il sangue per i fatti di Peschiera, almeno i violenti passino una notte in carcere

lunedì 6 Giugno 12:01 - di Redazione
Zaia Peschiera

A Luca Zaia, governatore del Veneto, l’Africa rave di Peschiera del Garda fa “ribollire il sangue”. E subito l’intervistatore del Corriere della sera cerca di farlo passare per razzista. A farle rabbia – è la domanda sibillina – non sarà che molti dei violenti sbandieravano le loro origini non italiane? Risposta: «Si fermi qui. Non mi importa se questa gente era italiana, di prima o di ventesima generazione. Certo, la giornata di follia l’avevano chiamata “L’Africa in Italia” e i molestatori sul treno gridavano “le donne bianche qui non salgono”. Ma il punto è: questa roba, noi qui non la vogliamo. Non la accettiamo. Da nessuno e a prescindere dall’origine».

La soluzione, avverte Zaia, non può più essere la retorica dell’integrazione, il ripetere che occorre educare, prevenire, comprendere. “Una certa soglia non può essere superata. Punto”. A Peschiera è stata superata. E ancora: la parola d’ordine dev’essere “repressione”. Infine: “Non li chiamo ragazzi, li chiamo devastatori“.

Il punto è che in Italia vige l’impunità assoluta per queste forme di vandalismo. “Quali saranno le conseguenze? Nessuna. Questo è il Paese dell’impunità, e i responsabili di quella follia lo sanno. C’è chi tirerà fuori l’attenuante dell’età, il branco, la difficoltà a trovare personalmente i responsabili, il fatto che c’è stato solo un ferito, anche se forse sono di più. Sarà tutto derubricato e se ci saranno condanne, non saranno scontate. Ma la colpa non è dei magistrati. Ma di leggi che sono da cambiare”. Almeno, suggerisce, che passino una notte in carcere. Invece questi esibiscono le violenze fatte a Peschiera come una medaglia. 

“Il fatto è che oggi – conclude – la legge non considera questi reati come gravi. Invece lo sono. Ci vengono a dire che l’incidenza della criminalità nei nostri territori è bassa, ma questo è un campanello d’allarme gravissimo. Ma pensi agli episodi in treno. La sicurezza è qualità della vita”.

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