Ultimo colpo di scena
Caso Minetti, partita chiusa, la massaggiatrice teste del “Fatto” smentisce Travaglio e accuse: mai visto festini hard al ranch
La testimone chiave delle inchieste giornalistiche mette una pietra tombale sul caso giudiziario già chiarito dalle indagini, e lo mette nero su bianco in una dichiarazione giurata di quattro pagine, sottoscritta il 29 maggio davanti a un notaio a Maldonado e trasmessa alla Procura di Milano
Un clamoroso dietrofront azzera le polemiche sul caso della grazia a Nicole Minetti. Graciela, l’ex massaggiatrice diventata il “pomo della discordia” nell’istruttoria, ha formalmente fatto retromarcia, smentendo le tesi precedentemente diffuse: al ranch “Gin Tonic” di Punta del Este non ci sarebbero stati festini hard con escort. La vicenda era entrata in una fase calda il 3 giugno. In quell’occasione, i procuratori generali milanesi avevano risposto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiarendo che i fatti riportati dalla stampa non corrispondevano al vero.
Caso Minetti: la clamorosa smentita della massaggiatrice che chiude la partita
Non solo. I magistrati avevano spiegato di non aver potuto interrogare la donna in Uruguay a causa dei limiti delle rogatorie internazionali (valide solo in ambito penale). Tuttavia, ritenevano le sue accuse – mosse inizialmente in forma anonima e poi palesate al Fatto Quotidiano – già ampiamente smentite dalle indagini difensive dei legali di Minetti e Cipriani, nonché dalle dichiarazioni della stessa donna a una tv online uruguaiana.
L’atto che ufficializza la retromarcia totale: la dichiarazione giurata inviata alla Procura di Milano
Un clamoroso dietrofront azzera definitivamente le polemiche sulla grazia concessa a febbraio dal Presidente Sergio Mattarella a Nicole Minetti, che doveva scontare 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato. Graciela Mabel De Los Santos, l’ex massaggiatrice uruguaiana diventata la testimone chiave delle inchieste giornalistiche, ha firmato una retromarcia totale.
Caso Minetti, la massaggiatrice: al ranch “Gin Tonic” di Punta del Este non ci sarebbero stati festini hard con escort
La svolta formale è racchiusa in una dichiarazione giurata di quattro pagine, sottoscritta il 29 maggio davanti a un notaio a Maldonado e trasmessa alla Procura di Milano il 5 giugno tramite l’Interpol. Nel documento, la donna smentisce radicalmente ogni accusa: esclude categoricamente di sapere alcunché su un ruolo della Minetti in giri di prostituzione nel ranch “Gin Tonic” di Punta del Este. Nega di aver mai avuto rapporti con lei. E afferma che le sue precedenti dichiarazioni sono state distorte e manipolate dai media, complici anche gravi problemi di lingua e traduzione.
Una pietra tombale sul caso
Una volta giunto in Procura e trasmesso immediatamente al Quirinale tramite il Ministero della Giustizia, l’atto ha sciolto ogni dubbio. Con estrema secchezza, la massaggiatrice esclude categoricamente di sapere alcunché su un ruolo di Nicole Minetti in presunti giri di prostituzione nel ranch di Cipriani, dilungandosi piuttosto in recriminazioni sui suoi passati rapporti con il quotidiano. Una retromarcia netta che chiude la partita.
La richiesta di risarcimento annunciata da Minetti e Cipriani
Le smentite della De Los Santos arrivano dopo settimane di versioni altalenanti (tra cui un’intervista alla tv online Sin Piedad) e in aperto contrasto con quanto inizialmente riferito, anche in forma anonima, al Fatto Quotidiano. La vicenda si sposta ora sul piano legale: gli avvocati di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani hanno infatti annunciato una colossale richiesta di risarcimento danni da 250 milioni di euro contro il quotidiano diretto da Travaglio, Report e È sempre Carta Bianca, accusandoli di una violenta gogna mediatica che avrebbe pesantemente danneggiato anche il figlio minore della coppia, affetto da una grave patologia.