Lucca, la sinistra: oddio, la destra si apparenta con CasaPound. Ma il simbolo di CP non c’è…

sabato 18 Giugno 16:21 - di Viola Longo
lucca centrodestra

A Lucca, in vista del ballottaggio, il candidato di centrodestra Mario Pardini, sostenuto da FdI, Lega e FI più due civiche, si apparenta con le altre civiche alternative alla sinistra e la circostanza provoca un terremoto, con il Pd nazionale, supportato dai consueti cantori della “democrazia”, che urlano allo scandalo. In prima linea, si trova anche Repubblica che titola sul «Soccorso nero» e parla di «CasaPound con il centrodestra», sebbene CasaPound non figuri tra i partecipanti alle elezioni. Perché, dunque, questa mobilitazione che ha portato a esternare, tra gli altri, Laura Boldrini ed Emanuele Fiano, solleticati dall’immancabile Paolo Berizzi, e perfino l’azzurro Elio Vito, che minaccia di abbandonare Forza Italia?

L’apparentamento con il “fascista” Barsanti (che ha preso il 9,5%)

Il dato cui si appigliano è la presenza fra gli apparentamenti di Fabio Barsanti, che alle passate comunali effettivamente corse come candidato a sindaco con il simbolo di CasaPound, oltre che con la civica Alleanza per Lucca, ottenendo per altro un considerevole 7,84%. Eletto, dunque, in consiglio comunale, Barsanti ha poi portato avanti la sua attività istituzionale dando vita al gruppo Difendere Lucca. A questa tornata ci ha riprovato e si è presentato con una coalizione di tre liste civiche: la “sua” Difendere Lucca, Centrodestra per Barsanti e Italexit. Non ce l’ha fatta, ma ha migliorato la sua performance, convincendo stavolta il 9,46% degli elettori a votarlo. Dunque, a Lucca la coalizione di civiche che ha sostenuto Barsanti è ben più rappresentativa di quanto non lo sia il M5S, primo partito in parlamento, in giro per l’Italia.

A Lucca centrodestra unito più civiche: la sinistra vede nero

Soprattutto, però, quel 9,46%, sommato al 2,96% di Elvio Cecchini, altro candidato a sindaco con cui il centrodestra politico ha siglato l’apparentamento, avvicina pericolosamente alla soglia della maggioranza Pardini, che parte dal 34,5%. Certamente lo colloca sopra lo sfidante di centrosinistra e assessore comunale uscente, Francesco Raspini, che al primo turno ha ottenuto il 42,65%. Insomma, mentre prima la partita lucchese sembrava in discesa per il centrosinistra, l’apparentamento ribalta la situazione. E così la sinistra si ritrova per l’ennesima volta a doversi appellare all’allarme fascismo per cercare di avere delle chance.

Boldrini e Fiano come sempre campioni di democrazia

Ora, per capire quanto la faccenda Lucca – ovvero un centrodestra politico unito che si allea con un fronte civico alternativo alla sinistra – mandi fuori di testa il Pd, basterà citare i tweet di due dei suoi esponenti più attivi quando si tratta di difendere quello strano concetto di democrazia per il quale il voto popolare non conta nulla. «A Lucca, per il ballottaggio, il centrodestra si allea con CasaPound. I candidati di Meloni, Salvini e Berlusconi scendono quindi a patti con “i fascisti del nuovo millennio”. Hanno toccato il fondo. Sono pronti a tutto. Una scelta inquietante!», ha commentato Laura Boldrini, dimentica del 9,46% di lucchesi che hanno votato per Barsanti sindaco. 

Il caso Elio Vito, gli azzurri lo gelano: «Vuole un collegio dal Pd»

Ancora più allarmato Emanuele Fiano: «A Lucca ributtante apparentamento del centrodestra con i neofascisti di CasaPound. Quelli degli altari a Himmler e Priebke. Evidentemente non si fanno problemi a chiedere i voti dell’estrema destra neofascista, o fascista del terzo millennio come amano definirsi», ha scritto il deputato Pd, ricalcando un tweet simile del giornalista Paolo Berizzi e forse considerando Lucca una città costituita quasi per il 10% da pericolosi nostalgici. 

C’è poi il caso tutto particolare di Elio Vito, che ha annunciato niente di meno di essere pronto a lasciare il partito se Forza Italia avallerà l’apparentamento. Gli ha risposto il senatore azzurro Massimo Mallegni, eletto proprio a Lucca: «Un nostro deputato, Elio Vito, ha deciso da tempo di stare a sinistra, sposare il Pd e condividere con loro tutta una serie di scelte: cosa che noi, francamente, non abbiamo mai deciso di fare e mai faremo». «Il collega Vito – ha aggiunto Mallagni – si è introdotto in una vicenda che non conosce, non sa chi sono le persone, non conosce la nostra storia, non ha assolutamente nessun tipo di riferimento del territorio, ma vuole solamente guadagnarsi un collegio che il Pd probabilmente non gli riconoscerà mai».

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