“Non ci arrenderemo mai” (video). Il battaglione Azov vuole rovinare la festa del 9 maggio a Putin

domenica 8 Maggio 17:21 - di Leo Malaspina

Difendere Mariupol è ”un dovere” per il battaglione Azov asserragliato nelle acciaierie Azovstal di Mariupol. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa via Zoom (video), il responsabile dell’intelligence del reggimento Azov, Ilya Samoilenko, asserragliato nelle acciaierie Azovstal. ”Si può combattere in due modi: come si può e come si deve. Noi difenderemo Mariupol come dobbiamo”, ha detto. “Le forze armate russe stanno continuando a bombardare le acciaierie Azovstal a Mariupol, nel sud dell’Ucraina, e stanno cercando di fare irruzione nell’impianto”, ha aggiunto il capitano Svyatoslav Kalina Palamar, vice comandante del battaglioneAzov asserragliato nelle acciaierie a Mariupol. “Arrendersi non è un’opzione perché loro non sono interessati a preservare la vita”, ha aggiunto. ”Abbiamo ancora l’acqua, abbiamo ancora munizioni e combatteremo fino a che non riusciremo a cambiare questa situazione”, ha poi detto Samoilenko.

Difendere Mariupol è ”un dovere. Si può combattere in due modi: come si può e come si deve. Noi difenderemo Mariupol come dobbiamo’‘, ha aggiunto, sottolineando che sono ”più di 25mila le persone che sono morte a Mariupol, in gran parte civili”, nel sud dell’Ucraina, assediata dalle forze armate russe.

Il morale alto del battaglione Azov

“Il nostro morale è ancora alto”, ha dichiarato ancora Samoilenko. ”Tutto il mondo ci guarda” perché ”siamo diventati il simbolo della resistenza armata” e per questo ”combatteremo fino alla fine, non possiamo arrenderci” perché ”sarebbe un grande regalo per il nemico”. Secondo il responsabile dell’intelligence del reggimento Azov, Ilya Samoilenko, “i difensori di Mariupol potranno davvero salvarsi, se il nostro comandante in capo non commetterà errori nella difesa delle regioni del Sud”, spiegando di riferirsi a “Kherson, Berdyansk e Melitopol. Il problema principale è l’occupazione di queste città”. “Siamo militari, il nostro lavoro – ha aggiunto Samoilenko – è difendere il Paese, eseguire gli ordini e risolvere i problemi. Qui abbiamo un compito davvero serio: difendere la città. Facciamo un grande lavoro e speriamo di essere salvati, anche se a Putin non piace che chiediamo il supporto a tutto il mondo”.

Il responsabile dell’intelligence del reggimento Azov ha sottolineando anche il ruolo della “donne militari che combattono qui e sono davvero molto forti”, lodando poi i medici. “Il 95% dei soldati evacuati all’ospedale da campo Azovstal è sopravvissuto grazie all’abilità dei medici, ma ora stanno ancora morendo per mancanza di farmaci e condizioni adeguate”, ha spiegato. “Grazie ai medici sono vivi, ma per quanto tempo?”, si è chiesto Samoilenko, spiegando che la maggior parte dei combattenti “ha la possibilità di mantenere il contatto con le proprie famiglie. Siamo felici per il loro supporto e la dimostrazione del loro amore per noi. Un giorno ci incontreremo con le nostre famiglie e i nostri amici e festeggeremo insieme la vittoria, ma dobbiamo ancora combattere per ottenere la vittoria”.

L’appello delle moglie dei soldati ucraini

Un appello per il salvataggio dei combattenti asserragliati nelle acciaierie di Mariupol. E’ quello che è tornata a rivolgere a tutto il mondo Kateryna, moglie del comandante del reggimento Azov Denis Prokopenko, intervenuta alla conferenza stampa dei combattenti via Zoom, invitando “tutti a sottoscrivere la petizione che abbiamo avviato”.

“E’ inutile piangere, non dobbiamo perdere la speranza di salvare i nostri mariti. Bisogna farlo usando tutti i modi possibili. E bisogna dirlo a tutto il mondo, perché questa non può diventare una tragedia di massa“, ha detto Kateryna Prokopenko, osservando che “se tutti loro dovessero morire, non avrà più alcun senso parlare dei valori democratici e scenderà il buio su tutta l’Ucraina. Il governo e il mondo non devono lasciarlo accadere”.

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