Ita, volo New York-Roma non risponde ai radar. Colpo di sonno del pilota? I risparmi minano la sicurezza

sabato 28 Maggio 15:55 - di Romana Fabiani

Misteri sui cieli di Francia? Non più. Il volo 609 di Ita Airways, partito da New York  alle 16 e 37 del 30 aprile e diretto a Roma Fiumicino, non ha risposto per oltre un’ora alle chiamate del centro radar di Marsiglia. Si sospetta un colpo di sonno del pilota della compagnia aerea, guidata dal manager Alfredo Altavilla.

Volo di Ita sparisce dai contatti con le torri di controllo

Un dirottamento? Un attacco terroristico? È questa la prima ipotesi alla quale si pensa in casi del genere. Resa drammaticamente ancora più plausibile dal conflitto nel cuore dell’Europa. Come da protocollo è scattato l’allarme,  riporta oggi Repubblica, con due caccia militari francesi pronti a levarsi in volo per affiancare l’aereo. Everificare che cosa stesse accadendo dentro la cabina di pilotaggio. Per fortuna a bordo dell’Airbus A330 non stava succedendo nulla che avesse a che fare con la guerra. L’ipotesi più accreditata è il pilota abbia avuto un colpo di sonno. Più tardi l’aereo ha ripreso le comunicazioni con le torri di controllo. Atterrando regolarmente a Fiumicino. Anzi in anticipo sull’orario, sempre secondo il quotidiano di piazza Indipendenza.

La compagnia Ita ha aperto un’indagine interna

Ita, neanche a dirlo, ha aperto subito un’indagine interna. Che ha portato all’individuazione di “un comportamento non conforme alle procedure in vigore. Da parte del comandante sia durante il volo che una volta atterrato”. Questo si legge nelle carte. Durante i momenti di silenzio della cabina di pilotaggio, il primo ufficiale del volo era legittimamente appisolato. Come prevede il protocollo “controlled rest” per il quale uno dei due piloti può addormentarsi a un orario concordato. A condizione, ovviamente, che il collega invece è sveglio.

Colpo di sonno del pilota?

Per essere sicuri che almeno un pilota sia sveglio, c’è una procedura codificata. Gli assistenti di volo devono chiamare il pilota al comando via citofono interno. A ripetizione ogni pochi minuti per verificare che questo sia effettivamente sveglio. Ita ha chiesto al comandante se avesse invitato le assistenti di volo a non citofonare troppo spesso per non svegliare il primo ufficiale che dormiva. E  se, per caso, in questi momenti di silenzio, fosse stato vittima di un improvviso colpo di sonno.

Il comandante denuncia un’avaria nel sistema

Il comandante ha negato ogni responsabilità e ha sostenuto di essere rimasto sempre vigile. E di non aver risposto ai centri radar francesi per un’avaria a bordo nei sistemi di comunicazione. Che però, stando a Ita Airways, non è stata riscontrata nei test di funzionamento condotti nei giorni seguenti dai tecnici di una società esterna tedesca.  Secondo la compagnia aerea che ha preso il posto di Alitalia quanto accaduto è riconducibile esclusivamente ad “una condotta professionale non coerente alle norme che il personale è tenuto a seguire in modo rigoroso”.

I piloti: colpa dei risparmi voluti dai vertici

Conclusione: La “risorsa” è stata licenziato dall’organico di Ita. Più che mandare a casa il malcapitato  pilota dovrebbero licenziare la dirigenza, sussurrano i colleghi. Che fanno anche sapere che per le tratte lunghe sarebbero previsti 3 piloti e che l’Enav (l’ente deputato all’assistenza aerea) ha previsto una deroga per Ita. Proprio per la grande professionalità dei suoi piloti e l’affidabilità presunta della compagnia. La verità è un’altra e mette a serio rischio la sicurezza e l’incolumità dei passeggeri. I piloti accusano i nuovi vertici di Ita, che per risparmiare hanno inaugurato una politica irresponsabile. Far pilotare le tratte lunghe  (come New York-Roma) anche a piloti senza esperienza specifica. Abituati a fare tratte medie, voli nazionali o poco più. Privi cioè dei requisiti necessari per i voli di molte ore. Esercitazioni, addestramenti e simulazioni ad hoc. Non un bel biglietto da visita del nuovo corso della ex gloriosa compagnia di bandiera italiana.

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