Altro che “Sandra e Raimondo”. Il “Foglio” avverte Letta: «Contro questa Meloni vincere sarà dura»

martedì 3 Maggio 17:29 - di Valerio Falerni
Letta

Suona soprattutto per Enrico Letta la campana fatta rintoccare da Giorgia Meloni in quel di Milano. Di tanto almeno è convinto il Foglio, che attraverso un editoriale del suo direttore Claudio Cerasa, guarda con attenzione e rispetto al «tentativo» della leader di FdI di «smacchiare il giaguaro populista». La metafora, non caso presa in prestito da Bersani, riguarda soprattutto il Pd, vero destinatario del guanto di sfida lanciato da Cerasa. «In una stagione politica in cui anche i populisti cercano di superare il populismo – scrive infatti il direttore -, i partiti abituati a campare di rendita anti populista sono pronti a entrare in una dimensione diversa dove essere anti populisti potrebbe non essere più sufficiente per definire la propria identità?».

«A Letta non basterà la rendita anti-populista»

La cadenza da scioglilingua non tragga in inganno perché l’interrogativo posto dal Foglio è talmente serio da investire quasi un trentennio di vita politica italiana. Tre decenni segnati dalla tendenza della sinistra ex-post e neocomunista a definirsi non per quel che è, ma per quel che essa avversa. Le prove? Se ne trovano a bizzeffe: è stata anti-craxiana, anti-berlusconiana e anti-salviniana. Con la Meloni è solo questione di tempo, sebbene l’assonanza tra i due su alcuni temi (ad esempio, la difesa del maggioritario) abbia spinto qualcuno a scomodare Casa Vianello. Apposta Cerasa ha forzato le tappe, esortando (Raimondo) Letta ad approfondire come meritano i cinquantatré minuti di intervento finale di (Sandra) Meloni.

«La sfida del futuro è questa»

«Nel corso del suo intervento – scrive -, Meloni ha tentato in tutti i modi di togliere dall’abitacolo di Fratelli d’Italia alcune sirene in grado di far risuonare all’orecchio di un qualsiasi osservatore la melodia populista». Che è un po’ come avvertire il segretario dem che questa volta non c’è trippa per gatti. E che se la sinistra vuole imporsi elettoralmente dovrà riuscire a farlo grazie alla bontà della propria ricetta e non solo per impedire agli avversari di utilizzare la loro. «La sfida del futuro è questa – conclude infatti Cerasa -: conviene farsi trovare pronti». Già, come se fosse facile. Invece è difficilissimo. E Letta lo sa meglio di tutti.

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