M5S, pacchia finita per Conte e compagni: Casaleggio Jr. prepara un nuovo movimento

sabato 2 Aprile 9:49 - di Valerio Falerni
Casaleggio

Un j’accuse netto e irrimediabile, come mai prima d’ora. Ma tant’è: per Davide Casaleggio il vero M5S è ormai morto e sepolto, probabilmente insieme a suo padre Davide, il guru visionario che assieme a Beppe Grillo lo fondato. Quello che c’è ora – recrimina in un’intervista al Corriere della Sera – è un’altra cosa: «Il Movimento che abbiamo conosciuto non esiste più». Parole che riportano sulla terra Giuseppe Conte, intento in queste ore a riassaporare la frenata nella caduta nei sondaggi dopo lo stop intimato al 2 per cento delle spese da destinare al riarmo.

Davide Casaleggio intervistato dal Corriere della Sera

L’ex-premier lo considera il suo capolavoro da leader. Per Casaleggio jr., invece, è stata poco più di una pochade. «Si è passati – spiega – dal dire alle armi all’Ucraina e sì all’aumento delle spese militari al 2% (…) al no ad alcun aumento massiccio delle spese militari (…) al allo stesso aumento con qualche anno in più». Un balletto di posizioni, per altro assunte alle spalle degli iscritti «mai consultati su temi politici, ma solo su quelli burocratici». Una spirale letale per il M5S. «Questa paura delle decisioni dei cittadini – incalza Casaleggio – sta annichilendo il consenso ai minimi storici e penso che il trend sia ormai irreversibile». Quanto al futuro del mondo grillino, può solo immaginarlo. Ma non per questo lo tinge di rosa, anzi.

«Oggi i 5Stelle hanno paura degli iscritti»

«Persistere in questa direzione – azzarda – credo serva solo a trasformare il Movimento in una bad company da seppellire prima delle politiche». Una previsione fosca, che non si sa se condivisa da Grillo («ogni tanto ci sentiamo e ci scambiamo storie sui gemelli: è diventato nonno e io padre»), ma che appare tutt’altro che irrealizzabile. Ma un atto d’accusa tanto implacabile in politica ha senso solo se prepara un’alternativa. Casaleggio fonderà un nuovo movimento? Sul punto, la sua risposta è volutamente vaga. «La partecipazione e la cittadinanza digitale rimarranno sempre al centro dei miei interessi – premette -. Come questo si concretizzerà lo vedremo nei prossimi mesi». Insomma, se non è un “sì”, poco ci manca.

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