La rivincita dell’olio di palma: le industrie alimentari costrette a impiegarlo al posto dell’olio di girasole

sabato 9 Aprile 14:58 - di Giovanni Pasero
olio di palma

Ricordate le etichette “senza olio di palma”? Dimenticatele per almeno un anno (o forse di più). La guerra in Ucraina ha sconvolto completamente anche un’abitudine alimentare delle industrie alimentari.

Dai semi del girasole si ricava un olio sano e molto importante per l’ industria di trasformazione per preparare sughi, salse, maionese. Oltre che, naturalmente, i classici prodotti sott’olio e le fritture in generale. Tuttavia, vista la crescente e non provvisoria carenza di olio di girasole, che l’Italia importa prevalentemente dall’Ucraina, alcune aziende dell’industria alimentare stanno provvedendo a sostituirlo con altri oli, e anche con l’olio di palma (che in passato fu demonizzato per una questione di sostenibilità ambientale oltre che salutare).

Olio di palma, da alimento demonizzato a prodotto provvidenziale

Il Ministero dello Sviluppo economico, a fronte di questa situazione, ha emanato una circolare. Il documento consente all’industria alimentare italiana di utilizzare le etichette e gli imballaggi già in uso. Tuttavia, con l’accortezza di indicare (con una correzione) la sostituzione dell’olio di girasole con una lista di oli e grassi vegetali, seguita dalle origini vegetali presenti. Nello specifico, palma, soia, mais, e altri.

Gli effetti della crisi collegata alla guerra sui sistemi agroalimentari in Italia hanno effetto su alcune materie prime importate dall’est dell’Europa. In particolare mais e olio di girasole. Il primo settore ad avere delle ripercussioni dirette è quello zootecnico. Un settore grande consumatore di mais: in Ue il 70% delle materie prime per i mangimi degli animali (fra cui mais) è infatti di origine extra Ue.

“L’effetto inflattivo sui prezzi dovuto al caro materie prime e alla loro difficoltà di reperimento è stato pesante ma Melegatti lavora ogni giorno per riequilibrare queste forti criticità e garantire ai nostri consumatori il più alto rapporto qualità prezzo”. Ad affermarlo è Giacomo Spezzapria, amministratore delegato della Melegatti 1894 Spa.

In prospettiva per la campagna di Natale e per i prodotti continuativi, principalmente sono Croissant, “abbiamo già messo in atto diverse strade alternative in caso ci fosse una concreta difficoltà a reperire l’olio di girasole. Per fortuna non è una componente predominante nelle nostre ricette e quindi stiamo soffrendo meno” rispetto ad altri, spiega Spezzapria. Quanto all’olio di palma, aggiunge “potrebbe essere una valida alternativa”.

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