La preside del liceo Montale: «Non mi fido più di nessuno. Nessuna vendetta, solo giustizia»

venerdì 22 Aprile 9:06 - di Mia Fenice
preside liceo Montale

Sabrina Quaresima, 49 anni, dirigente del liceo Montale di Roma,  è stata «scagionata» dall’ispezione dell’Ufficio scolastico regionale. Per lei, scrive il Corriere della Sera che l’ha intervistata, «quando si parla dello studente con cui è stata sospettata di avere avuto una relazione, è difficile parlare di perdono, perché “in fondo è tutto iniziato con queste voci”, da lui “che ha voluto vantarsi con gli amici”». Ma Sabrina Quaresima, scrive ancora il quotidiano, non crede che sia stato il 19enne a volerla danneggiare. Lo stimava, gli voleva bene? «Assolutamente, pensavo di aver trovato un altro studente con cui avere un rapporto di fiducia e stima reciproca. È un ragazzo intelligente, che probabilmente si è lasciato catturare da qualcuno che a livello istituzionale ha voluto sfruttare un suo momento di debolezza, ci è caduto con tutte le scarpe». C’è stato un complotto? «Complotto, macchinazione, usi tutti i termini possibili: sì, assolutamente sì».

La preside del liceo Montale: «Sono felice e sollevata»

Dopo il verdetto dell’ispezione  «sono felice e sollevata, ma purtroppo non ho trovato il clima che mi auguravo. Sono entrata senza grandi aspettative ma ho trovato delle scritte sui muri ancora più aggressive delle precedenti. Non ci sono dubbi che si tratta di un attacco personale. Ho l’appoggio di tanti docenti e la solidarietà di professori e presidi di tutta Italia. Ma ci sono persone capaci di avvelenare un ambiente». Che lezione trae dalla sua vicenda?, chiede il Corriere.  «Non fidarsi di nessuno, essere molto accorti, anche nell’accettare l’aiuto di qualcuno, perché non sappiamo mai cosa possa esserci dietro. Purtroppo quando si cambia ruolo, come nel mio caso, è difficile modificare subito la propria visione. Ero abituata a dare tutta me stessa agli studenti».

«Nessuna vendetta ma giustizia sì»

E poi ancora. «Se avessi potuto estraniarmi, avrei compreso subito che c’era qualcosa di costruito. Si è parlato di una relazione d’amore, ma non si evince nessun argomento relativo all’amore. Si parla di stalkerizzazione, di non voler lasciare andare qualcuno, e non ce n’è traccia da nessuna parte. Avrei capito subito che, quando c’è un desiderio di offrire tanti particolari, è perché si vuole rendere molto credibile qualcosa. E questo è sempre sospetto». Per la preside dimenticare è «troppo presto. Nessuna vendetta, ma giustizia sì».

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