Covid, numeri ancora in calo. Ma da Londra arriva l’allarme per la variante Xe, mix di Omicron 1 e 2

2 Apr 2022 20:18 - di Gigliola Bardi
variante xe

Sono stati 70.803 i nuovi casi di Covid e 129 i morti nelle ultime 24 ore. Ieri i contagi erano stati 74.350 e i decessi 154. Il numero totale delle vittime arriva così a 159.666 da inizio pandemia. Il tasso di positività si attesta oggi al 14,9% su 477.041 i tamponi. Ieri era al 14,4% su 514.823 test tra molecolari e antigenici. Dunque, i numeri di oggi vanno nella direzione di quell’«appiattimento della curva» di cui ha parlato ieri il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro. Un nuovo fattore di rischio però arriva dall’Oms e riguarda la variante Xe, un mix tra Omicron 1 e 2 rilevata nel Regno Unito.

Più ricoveri in terapia intensiva, calano quelli in reparto

Sul fronte dei ricoveri aumentano i pazienti in terapia intensiva: sono 17 in più di ieri per un totale di 493 ricoverati. Scende invece il numero dei ricoverati con sintomi che sono 32 in meno di ieri per un totale di 9.949. Gli attualmente positivi sono 1.277.611, vale a dire 6.124 in più di ieri. I guariti nelle ultime 24 ore sono stati poi 65.159, che portano il totale di quanti hanno superato la malattia da inizio pandemia a 13.353.529, su un totale di 14.790.806 contagiati.

Pregliasco: «Pasqua banco di prova per capire cosa ci aspetta»

Per il virologo Fabrizio Pregliasco «un banco di prova» per capire cosa ci aspetta sarà «il weekend pasquale». Colpa di Omicron 2 che, ha spiegato, «ci ha rovinato un sogno. O almeno ha fermato una situazione che vedeva un calo precipitoso della quarta ondata Covid che abbiamo subito durante l’inverno». E intanto una nuova minaccia sembra affacciarsi: la variante Xe. La mutazione, che combina Omicron 1 e 2, è sotto osservazione della Uk Health Security Agency (Ukhsca), che l’ha riscontrata in 600 persone, dopo la prima individuazione nel Regno Unito avvenuta il 19 gennaio. Secondo gli esperti britannici, al momento è troppo presto per stabilire se sia più contagiosa delle altre.

L’allarme per la variante Xe, un mix tra Omicron 1 e 2

Per l’Oms «le prime stime indicano un possibile vantaggio del tasso di crescita di circa il 10% rispetto a BA.2 (Omicron 2, ndr), ma questo dato richiede un’ulteriore conferma». Benché si ipotizzi dunque un 10% in più di contagiosità per Xe rispetto a Omicron 2, l’Oms ha precisato che, finché non verranno riportate «significative differenze nella trasmissibilità» del mutante «e nelle caratteristiche della malattia» che provoca, «inclusa la gravità», Xe verrà considerata una variante appartenente alla “famiglia” Omicron. L’agenzia delle Nazioni Unite per la sanità, quindi, ha fatto sapere che continuerà a monitorare questa e altre mutazioni del coronavirus pandemico.

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