Putin cita la Bibbia, l’indignazione della Chiesa: «Blasfema retorica religiosa del potere»

venerdì 18 Marzo 20:28 - di Fortunata Cerri
Putin

La citazione biblica di Putin suscita l’indignazione della Chiesa. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici»: a pronunciare queste parole è Gesù nel Vangelo di Giovanni (capitolo 15, versetto 13). Vladimir Putin cita questo passo, osannato allo stadio Luzhniki di Mosca, per celebrare l’anniversario dell’annessione della Crimea alla Russia.

Putin cita la Bibbia, le reazioni

Durissimo il direttore di Civiltà Cattolica. «Putin – scrive via social padre Antonio Spadaro – cita la #Bibbia. La politica non deve usurpare il linguaggio di Gesù per giustificare l’odio. La retorica religiosa del potere e della violenza è blasfema».

Mons. Spreafico: «Aggiunge dolore a dolore»

Che “tristezza” Putin che cita la Bibbia. «Aggiunge dolore a dolore», dice all’Adnkronos mons. Ambrogio Spreafico, già presidente della Commissione della Cei per l’ecumenismo e il dialogo. «Al di là di Putin – osserva il vescovo – è chiaro il contesto in cui nasce la citazione biblica» utilizzata da Putin. «È motivo di dolore ulteriore, mi sembra che invece dobbiamo invocare il Signore per capire, se ci fosse un nemico, come dobbiamo vincere l’inimicizia e vivere nella pace e nel dialogo», osserva Spreafico.

La citazione di Putin: «È assurdo»

In bocca al presidente russo la citazione biblica diventa una bestemmia? «La Bibbia – annota il presule  – è stata utilizzata tante volte in maniera proporzionale al proprio pensiero. In tanti momenti della storia le parole della Bibbia sono state interpretate secondo il proprio modo di vedere. Questo è triste. Assurdo. Credo che dobbiamo invocare il Signore, cercando di cogliere quell’invito alla pace anche di fronte al male perché nella Bibbia ci sono anche espressioni molto dure contro il maligno e i nemici ma sono forme di preghiera, perché il sentimento che uno ha nel proprio cuore, che può essere anche di inimicizia, non prevalga».

Mons. Forte: «Atto sacrilego»

Mentre come riporta Leggo.it, per monsignor Forte, teologo e arcivescovo di Chieti, citare il Vangelo «è certamente un atto sacrilego». «Putin non riesce più a trovare argomenti per giustificare questa follia, un’aggressione ingiustificata e totalmente immorale», «è un’autentica bestemmia».

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