Kiev, il racconto da brividi di un parroco: “Siamo accerchiati, c’è una sola via di fuga e cibo per una settimana”

4 Mar 2022 16:18 - di Greta Paolucci
Kiev

«Sentiamo l’artiglieria russa e l’aviazione avanzare. C’è una sola via di fuga e cibo giusto per una settimana»: il racconto da brividi del parroco ucraino che con i civili prova a fermare l’avanzata delle truppe russe dirette a Kiev. «I militari russi sono a 40km da Brovary, 7km a nord est di Kiev. La notte è stata tranquilla. L’abbiamo trascorsa nel bunker in un’ottantina di persone. Abbiamo sentito risuonare continuamente le sirene. Le forze aeree stanno distruggendo Kiev». Padre Roman Laba della parrocchia della Santissima Vergine Maria a Brovary racconta all’Adnkronos la lunga attesa dell’arrivo dei militari russi. Poi aggiunge: «L’armata prima di arrivare a Kiev passerà da qui. Stiamo organizzando la protezione della città, i civili con le barricate bloccheranno l’armeria russa che non potrà avanzare perché non può sparare contro i civili. Proprio come avvenuto a nord est, dove un plotone russo è stato bloccato, non riesce ad avanzare».

Padre Jozefb: «Una sola via per scappare e cibo per non più di una settimana»

«La situazione è difficile. La gente dice che la Russia vuole distruggere tutto. Abbiamo una sola via di uscita a nord di Kiev per scappare. I russi sono quasi arrivati. Siamo accerchiati». Lo dice padre Jozefb Kucharczyk parlando lentamente in spagnolo, rintracciato telefonicamente dall’Adnkronos in un momento di pausa dai bombardamenti. «Prima di pranzo è stato terribile – commenta –. Noi non abbiamo avuto danni, ma la gente ha paura. Non esce dalle abitazioni e dai bunker. Viveri ce ne sono a sufficienza ancora per una settimana. Sul fronte medicinali non saprei, in monastero siamo riforniti. Non so però fuori».

L’arcivescovo di Kiev: «Quasi un milione di profughi ha lasciato il Paese. Basta fiumi di sangue»

Quasi un milione di profughi ha lasciato l’Ucraina. Il dato viene fornito dall’arcivescovo di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, nella nona giornata di guerra. Shevchuk comunica poi un altro fatto allarmante: «Ci ha fatto rabbrividire la notizia della centrale nucleare di Zaporizhya in fiamme. Proprio ieri – scrive Shevchuk – abbiamo visto gli orrori dei bombardamenti delle nostre città: Sumy, Kharkiv. La situazione è stata particolarmente difficile a Chernihiv, dove in un colpo almeno 33 persone sono morte sotto le bombe. Oggi dell’Ucraina possiamo dire: fiumi di sangue e mare di lacrime».

Sotto, un video dell’avanzata delle truppe russe verso Kiev

 

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