Il giallo del super yacht di Putin a Marina di Carrara: una pista porta allo Zar, un’altra a uno sceicco…

giovedì 10 Marzo 9:04 - di Lara Rastellino
Yacht Putin

Ha un nome esotico: Scheherazade ed è un super yacht battente bandiera delle isole Cayman. È lungo 170 metri. E troneggia ormeggiato a Marina di Carrara in tutta la sua possanza: una stazza di 10.167 tonnellate, per un valore di almeno 700 milioni di dollari. E il suo iperbolico proprietario potrebbe essere un russo: non uno dei tanti munifici oligarchi con sontuose ville nei paradisi italiani di Toscana e Sardegna. Ma, addirittura Vladimir Putin in persona. Ed è sulla proprietà di questo grattacielo di lusso su acqua che si anima in queste ore un giallo su cui in queste ore sono in corso gli accertamenti della Guardia di Finanza. Gli uomini delle Fiamme Gialle, infatti, attraverso l’analisi delle banche dati, stanno cercando di risalire all’uomo o alla società intestatari dello yacht. Il suo proprietario, però, sembra essere un fantasma. Almeno per il momento…

Il giallo del super yacht a Marina di Carrara: è di Putin?

È giallo sul mega yacht di lusso ormeggiato a Marina di Carrara. Ad accendere un faro sull’imbarcazione Scheherazade è stato il New York Times. Che nelle ultime ore si è interrogato sulla possibilità che sia addirittura riconducibile al presidente russo Vladimir Putin. Un compito non semplice per gli investigatori che stanno comunque eseguendo accertamenti anche su altre imbarcazioni di stanza nei porti italiani per capire se appartengano a qualche oligarca inserito nella black list della Ue scattata con l’avvio dell’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe. Sugli accertamenti in corso vige il massimo riserbo. «Non c’è alcun sequestro», si limitano a dichiarare gli investigatori alle prese con le indagini documentali. Poi, però, non forniscono ulteriori dettagli

Non solo lo “yacht di Putin”: riflettori puntati anche su una dimora di lusso nella Roma Imperiale

E non è nemmeno tutto: perché tra gli altri, sono al vaglio altri beni riconducibili all’oligarca Alisher Usmanov, a cui sono stati già congelati immobili per 17 milioni di euro ad Arzachena. E, addirittura, nella vicina Forte dei Marmi – dove diverse lussuosissime ville sarebbero riconducibili a oligarchi russi, e persino al presidente dell’Ucraina Zelensky – si vocifera che la sorella di Putin abbia acquistato, in gran segreto e magari attraverso un prestanome di facciata, una regale dimora nel prestigioso quartiere di Roma Imperiale

Le due piste: quella dello sceicco e quella che porta allo Zar

Ma torniamo al giallo dello yacht Scheherazade. E per capirne i contorni bisogna risalire proprio al nome della mega imbarcazione che, sottolinea tra gli altri il Corriere della sera in queste ore, «apre le porte a due piste». La prima fa riferimento alla fanciulla, celebre protagonista delle Mille e una Notte, e porterebbe sulle tracce orientaleggianti di uno sceicco che l’avrebbe fatta costruire «con rifiniture in oro, camere, saloni lussuosi, un’enorme piscina, cinema, palestre e sala giochi». La seconda ipotesi, invece, virerebbe sulla pista russa. E condurrebbe direttamente ai vertici della nomenclatura del Cremlino.

Il capitano dello yacht e i documenti sulla proprietà dell’imbarcazione

Per ora, comunque, l’unica voce certa e concreta è quella del capitano, Guy Bennet-Pearce. Il quale, al New York Times ha dichiarato di non aver mai né conosciuto, né tanto meno incontrato Putin. Ha visto però gli investigatori al lavoro sul caso, ai quali – dopo essersi rifiutato di rivelare l’identità del proprietario – ha consegnare i documenti che rivelano l’identità del possessore dello yacht, in cambio di assicurazioni sulla riservatezza.

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