Il danno e la beffa, Draghi è tutto un grazie: e i disastri di Speranza e del Green pass diventano “successi”

domenica 20 Marzo 15:02 - di Hoara Borselli
Draghi

La Conferenza di Draghi nell’annunciare le riaperture è sembrata il “Giorno del ringraziamento”. Mai tanti grazie in una volta sola e tutti insieme. Grazie al Cts per il supporto psicologico. Grazie al Ministro Speranza, presente fin dall’inizio, anche lui grande supporto psicologico. Grazie a governo precedente. Grazie agli italiani per senso civico e per aver risposto in massa alla vaccinazione. Grazie al generale Figliuolo, e qui si compiace, che ha rappresentato il punto di svolta della pandemia. Grazie ai vaccini e alla scienza che hanno scongiurato ulteriori vittime evitate 80.000 vittime. Grazie al Green pass che è stato un successo. Una sequela inesauribile di ringraziamenti. Fin troppo generosi…

Draghi ringrazia tutti: Speranza, Cts e persino il governo precedente…

Quale sia stato il supporto psicologico da riconoscere al Cts non è dato saperlo. In compenso, gli riconosciamo il merito di essere stato teatro di numerose gaffes, ripensamenti, proposte finite nel nulla e palesi contraddizioni. Parole di elogio verso Speranza, il Ministro che ha ottenuto il suo massimo momento di gloria quando è stato annunciato il definitivo ritiro dagli scaffali delle librerie Perché guariremo”. Mai avuto tanti titoli sui giornali quanti quelli raccolti nell’autunno del 2020, quando si annunciava che la sua fatica letteraria non avrebbe visto la luce. L’uscita dell’opera sarebbe coincisa con il rialzo della curva pandemica. Meglio evitare questa clamorosa gaffe.

Ma di cosa? Delle primule di Arcuri a dei banchi a rotelle della Azzolina?

Gli va però riconosciuto il lodevole sforzo che deve aver fatto nel trovare il tempo, durante la catastrofica prima ondata, di scrivere un libro. I virologi sono stati più scaltri ed hanno fatto trascorrere almeno un anno di ordinanza prima di piazzare le loro copertine sugli scaffali. Quel “grazie” al governo precedente è difficile da comprendere. Veramente Draghi ha sentito la necessità di riservare un plauso agli infiniti DPCM di Conte? Alle mascherine e alle primule di Arcuri? Ai banchi a rotelle della Azzolina? Grazie di cosa? Probabilmente di aver guadagnato l’uscita. Sennò non si spiega. Anche perché la loro dipartita ha segnato l’arrivo del Generale Figliuolo, senza il quale, oggi, probabilmente, saremmo ancora in coda per la prima dose di vaccino.

Per non parlare del green pass definito un “successo”…

Il colpo di grazia c’è stato in quel Green pass che Draghi ha definito un successo. Come si può definire un successo, un lasciapassare che ha tenuto a casa 500mila padri e madri di famiglia? Privati della possibilità di lavorare… La parola giusta sarebbe stata “fallimento”. Un evidente fallimento della democrazia e della Costituzione. Quel  lasciapassare che ha diviso gli italiani tra buoni e cattivi, giusti e sbagliati, meritevoli di stare in società e reietti esclusi. Guelfi e ghibellini.

Solo fumo negli occhi

Le misure annunciate da Draghi, vendute come un ritorno alla normalità, sono solo fumo negli occhi. Rispetto a ciò che hanno fatto molti grandi Paesi europei – tra cui la Francia – i quali hanno da tempo cancellato in un’unica soluzione tutte le restrizioni, il nostro governo dei migliori si è riservato di tornare sui suoi passi nel caso la curva epidemica, ossia il solito spauracchio dei contagi, dovesse risalire. Avete presente il guinzaglio allungato che si mette al collo dei fidati amici a quattro zampe? Gli permette di correre regalando l’illusione di essersi guadagnati la libertà, ma basta schiacciare un bottone per farlo tornare al punto di partenza. Basta un Dpcm e tutto può tornare come prima…

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