Green pass e riaperture, a spuntarla è ancora Speranza. Malumori nella Lega

giovedì 17 Marzo 19:17 - di Adriana De Conto
Speranza Green pass

Il governo vota all’unanimità la road map sulle riaperture e la fine dello stato d’emergenza Covid, ma il mal di pancia della Lega sul Green pass si è fatto sentire anche stavolta. fragoroso. Il consiglio dei ministri infiatti ha avuto una sospensione improvvisa dopo un’ora dal suo inizio. Ed è ripreso 15 minuti più tardi. In un quarto d’ora ha risuonato tutto il disappunto della Lega, che avrebbe voluto eliminare la previsione del Green pass per la ristorazione al chiuso. Ad avanzare la richiesta è stato il ministro per il Turismo Massimo Garavaglia, secondo quanto si apprende da fonti presenti alla riunione. Niente da fare, il Dl Riaperture è stato approvato alla fine come da bozza anticipata in giornata. Ha prevalso, al solito, la linea Speranza.

La Lega tenta lo strappo, ma finisce in un nulla di fatto

A quanto apprende l’Adnkronos, nel corso del Consiglio dei ministri la Lega avrebbe sollevato dubbi sull’obbligo di mostrare il green pass nei ristoranti, nelle sale al chiuso, fino al 1 maggio.  All’aperto, invece, il ‘passaporto vaccinale’ non sarà più necessario per bar e ristoranti dal primo aprile. La Lega, raccontano alcune fonti presenti alla riunione, avrebbe chiesto di prevedere subito lo stop al green pass rafforzato anche al chiuso: da qui il malumore dei leghisti per la data del 1 maggio, considerata troppo in là. Più in generale, la Lega avrebbe chiesto di anticipare la fine del green pass rafforzato al 15 aprile. Ma la richiesta del ministro Massimo Garavaglia, che avrebbe rimarcato le difficoltà di dover rispondere a una categoria messa in ginocchio dalla pandemia, non ha fatto breccia.

Draghi ha ringraziato Speranza: che coraggio

Draghi e Speranza in conferenza stampa hanno fatto i “fenomeni”. Il premier ha ringraziato tutti. Tutti coloro che in questi mesi hanno frenato di fatto la ripresa, mettendo in ginocchio categorie di lavoratori pur in presenza di dati covid confortanti. Per fine marzo, con la fine dello stato d’emergenza, scioglieremo il Cts”, il cui operato “continuerà con l’Iss e il Css. Devo ringraziare tantissime persone per il risultato” ottenuto”: tra questi “Locatelli e Brusaferro e tutti i membri del Cts, presenti e passati. Il Cts, se uno esamina la situazione che si è sviluppata, ha dato un supporto straordinario a decisioni difficilissime, anche un supporto psicologico”. E alla fine, “Ringrazio Speranza, che ha vissuto tutta l’esperienza della pandemia dall’inizio alla fine: ha dato una prova credo straordinaria dal punto di vista anche psicologico che ha attraversato. A lui va la mia gratitudine, la gratitudine del governo e degli italiani”, ha rimarcato il premier. Che coraggio. Le misure fallimentari di Roberto Speranza hanno messo in ginocchio l’Italia intera: dal mancato aggiornamento del piano pandemico alle insensate e contradditorie restrizioni; fino all’inutile Green Pass. Che pure Draghi ha definito “un successo”.

Ma il governo sarà pronto a “correggere il tiro”: fine incubo mai

L’unica buona notizia è in chiaroscuro: “La sospensione dal lavoro per la mancata vaccinazione non avverrà più”. Roberto Speranza annuncia quella che forse è la più significativa ricaduta del Dl Riaperture. Ma mai dire mai, il superamento dell’incubo Covid potrebbe non finire. Sia il ministro della Salute sia il premier Mario Draghi hanno lasciato intendere che l’attenzione sulla curva dei contagi resterà alta. Perché il governo sarà pronto a correggere il tiro, se necessario, nei prossimi mesi. Un piano B per lasciarsi aperta la possibilità di richiudere: una “clausola di salvaguardia”, che consenta di stringere le maglie in tempi rapidi, qualora la situazione dovesse precipitare.

 

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