L’Oms contro il metodo Draghi-Speranza: no a nuovi lockdown né ai vaccini ai bambini

venerdì 12 Novembre 20:41 - di Paolo Lami
Covid

L’Oms fa dietrofront e sulle politiche adottate dai governi contro il Covid dice no tanto ai paventati lockdown quanto al vaccino ai bambini e alla cosiddetta dose booster agli adulti che non siano immunodepressi e, quindi, a rischio.

“Alcuni Paesi europei – ricorda il Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus – stanno ora reintroducendo restrizioni per frenare la trasmissione e ridurre la pressione sui loro sistemi sanitari. Nessuno dovrebbe essere in questa posizione, a quasi 2 anni dall’inizio della pandemia. Ogni Paese deve valutare costantemente la propria situazione e adeguare di conseguenza il proprio approccio” contro il Covid.

“Con il giusto mix di misure – secondo l’Oms – è possibile per i Paesi trovare l’equilibrio tra la necessità di mantenere bassa la trasmissione di Sars-CoV-2 e quella di mantenere aperte le proprie società ed economie“, evitando che si rendano necessari nuovi lockdown e chiusure”.

Il Direttore generale dell’Oms ha puntato i riflettori sulla situazione europea che negli ultimi 7 giorni monitorati ha raggiunto quota 1,9 milioni di nuovi casi di Covid e oltre 26.700 morti, con Paesi come Austria e Olanda che si avviano verso lockdown mirati.

Altra questione quella sulle terze dosi e sui vaccini ai minori.

Anche qui l’Oms si schiera apertamente contro queste strategie. Ma per un altro motivo.

Non ha senso dare la dose booster ad adulti sani o vaccinare i bambini, quando nel mondo ci sono operatori sanitari, anziani e altri gruppi ad alto rischio che stanno ancora aspettando la loro prima dose” di vaccino anti-Covid dice l’Oms.

“L’eccezione, come abbiamo detto, sono gli individui immunocompromessi“. E invece la realtà è che, accusa l’Oms, “ogni giorno si somministrano 6 volte più dosi booster a livello globale rispetto alle dosi primarie nei Paesi a basso reddito. Questo è uno scandalo che va fermato”, tuona il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Oggi “i Paesi con la più alta copertura vaccinale continuano ad accumulare ancora più vaccini – ha spiegato durante il consueto aggiornamento sulla situazione Covid nel mondo – mentre i Paesi a basso reddito continuano ad aspettare. Abbiamo dimostrato che Covax“, l’iniziativa lanciata per garantire equo accesso alle iniezioni scudo, “funziona se ha i vaccini. Covax ha ora spedito quasi 500 milioni di vaccini in 144 Paesi e territori. E tutti i Paesi hanno iniziato a vaccinare tranne due: Eritrea e Corea del Nord“.

“La stragrande maggioranza dei Paesi è pronta a somministrare” vaccini il più possibile, “ma hanno bisogno delle dosi – ha aggiunto Tedros Adhanom Ghebreyesus. – Per raggiungere l’obiettivo dell’Oms di coprire il 40 per cento della popolazione di ogni Paese entro fine anno, abbiamo bisogno di ulteriori 550 milioni di dosi“. Basta poco, l’equivalente di “circa 10 giorni di produzione“. I vaccini “da soli non porranno fine alla pandemia – ha ammonito il Direttore generale ma non possiamo porre fine alla pandemia a meno che non risolviamo la crisi globale dei vaccini“.

 

 

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