Gli scienziati russi contro Putin: «Mosca è l’unica responsabile. Pace e rispetto per l’Ucraina»

mercoledì 2 Marzo 15:08 - di Federica Parbuoni
scienziati russi

Oltre 600 fra studiosi, scienziati e giornalisti scientifici russi hanno firmato un appello per fermare la guerra in Ucraina, esprimendo una durissima condanna nei confronti di Mosca. «La responsabilità dell’avere scatenato una nuova guerra in Europa è tutta della Russia», si legge nella lettera aperta, che si conclude chiedendo «l’immediata sospensione di tutte le azioni militari condotte contro l’Ucraina»; «il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dello Stato ucraino»; «la pace per i nostri due Paesi!».

La condanna degli scienziati russi

«Noi, studiosi, scienziati ed esponenti del giornalismo scientifico russi, esprimiamo una decisa protesta contro le azioni di guerra intraprese dalle forze armate del nostro Paese contro i territori dell’Ucraina. Questo passo fatale comporta innumerevoli vite umane e mina le basi del sistema consolidato della sicurezza internazionale», è l’inizio della lettera pubblicata per la prima volta sul sito Troickij variant il 24 febbraio, vale a dire il giorno stesso dell’invasione russa in Ucraina. «La responsabilità dell’avere scatenato una nuova guerra in Europa è tutta della Russia. Per questa guerra non ci sono giustificazioni», si legge ancora nella lettera aperta, rilanciata in Italia, tra gli altri, dall’Accademia dei Lincei, che ha fatto proprio un analogo atto di condanna espresso dall’Allea, l’European Federation of Academies of Sciences and Humanities.

Contro l’Ucraina una guerra «ingiusta e priva di senso»

«I tentativi di sfruttare la situazione del Donbass come occasione per aprire un teatro di guerra non sono per niente credibili. È del tutto evidente che l’Ucraina non rappresenta una minaccia per la sicurezza del nostro Paese. La guerra contro di essa è ingiusta e manifestamente priva di senso», scrivono gli esponenti del mondo scientifico russo, aggiungendo che «l’Ucraina è stata e continua ad essere un Paese a noi vicino». «Molti di noi hanno parenti, amici e colleghi che condividono le nostre ricerche scientifiche. I nostri padri, nonni e bisnonni hanno combattuto assieme contro il nazismo. L’atto di scatenare una guerra per le ambizioni geopolitiche del governo della Federazione Russa, mosso da dubbie fantasie storiche, rappresenta un cinico tradimento perpetrato alla loro memoria», proseguono gli scienziati, chiarendo di «capire» la scelta europea dell’Ucraina e invocando una soluzione pacifica dei problemi tra Mosca e Kiev.

«La Russia si autocondanna all’isolamento»

«Scatenando questa guerra – si legge ancora nella lettera – la Russia si è autocondannata a un isolamento internazionale, allo status di Paese maledetto. Questo significa che noi, studiosi e scienziati, non potremo più svolgere il nostro lavoro come abbiamo fatto finora in quanto la ricerca scientifica è impensabile senza la collaborazione con colleghi stranieri. L’isolamento della Russia dal mondo comporta un ulteriore degrado, culturale e tecnologico, del nostro Paese e una totale mancanza di prospettive positive». «La guerra con l’Ucraina è un salto nel buio», avvertono dunque gli scienziati russi, che ora, come avevano previsto in anticipo, si trovano a fare i conti con le conseguenze dell’aggressione russa sul loro lavoro.

Dal Mit a Berlino, stop a fondi e collaborazioni con i russi

Da più parti, infatti, in queste ore stanno piovendo annunci di stop ai finanziamenti e alle collaborazioni con istituti e ricercatori russi da parte di realtà scientifiche di nazioni occidentali. Tra le azioni più forti intraprese finora c’è la decisione di un gruppo dei maggiori finanziatori della ricerca tedeschi, tra cui la German Research Foundation, di congelare la cooperazione scientifica con la Russia. Negli Stati Uniti, il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Cambridge ha concluso il suo rapporto con la Skolkovo Foundation, organizzazione no-profit con sede a Mosca che si occupa di innovazione. E il 27 febbraio, poi, è stata la volta del ministro della Scienza del Regno Unito, George Freeman, che ha annunciato via Twitter di aver lanciato una rapida revisione dei finanziamenti governativi per ricerca e innovazione ai beneficiari russi.

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