FI ammette: «Draghi troppo schiacciato sul Pd». E con la Lega rivendica le Commissioni

lunedì 7 Marzo 9:47 - di Eleonora Guerra
draghi

Il catasto, ma anche il decreto bollette e quello sulla concorrenza. Per il governo si apre una settimana intensa, e difficile. Pesa quanto accaduto giovedì proprio sulla riforma del catasto, quando la maggioranza è andata in frantumi dopo non essere riuscita a trovare un accordo su un testo che garantisse che la misura non avrà fini fiscali, ovvero che non si trasformerà nel grimaldello per nuove tasse sulla casa. Oltre al merito, infatti, si è aperto un fronte politico che porta il tema degli equilibri interni alle forze che sostengono Mario Draghi anche sulla questione delle presidenze di Commissione.

Lega e FI ora chiedono le presidenze di Commissione

A parlarne apertamente è stato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, avvertendo che «non è possibile che il nostro partito e la Lega non siano rappresentati: poniamo la questione al capo dell’esecutivo e ovviamente ai presidenti dei due rami del Parlamento». Il fatto è che quelle presidenze risalgono ai tempi del governo giallorosso e, dunque, non rappresentano l’attuale compagine di maggioranza. Con effetti pratici sulla possibilità di incidere che sono emersi chiaramente proprio in sede di discussione sull’emendamento del centrodestra per mettere dei paletti chiari alla riforma del catasto.

Barelli: «Governo troppo condizionato dalle istanze Pd»

«Credo sia legittimo esprimere un parere discorde da quello del governo senza essere bollati come sovversivi o populisti. Senza Marattin (presidente della commissione Finanze della Camera, ndr) e le sue prove muscolari avremmo trovato un accordo», ha detto Barelli, secondo quanto riportato da Repubblica. Barelli, quindi, ricordando il ricatto della sottosegretaria Maria Cecilia Guerra di Leu, che ha legato il testo sul catasto alla sopravvivenza del governo Draghi, ha sottolineato che «non è con i ricatti della sinistra che si risolvono i problemi». «A Draghi – ha aggiunto – chiediamo di stare con i piedi piantati per terra e di non ascoltare solo le istanze del Pd: purtroppo il premier è consigliato da uno staff vicino a quel mondo lì…».

Per Draghi anche i nodi bollette e balneari

Domani in commissione Finanze si proporrà lo stesso problema della scorsa settimana. In agenda, infatti, c’è un nuovo emendamento soppressivo dell’articolo della legge delega sul fisco che riguarda il catasto presentato dall’opposizione. «Per coerenza – ha detto il leghista Massimo Bitonci – dovremmo votarlo, ma spero che prima della seduta ci sarà una riunione di maggioranza. Magari non presieduta da Marattin… ». È in questo clima, dunque, che la maggioranza si appresa ad affrontare anche gli altri dossier delicatissimi in agenda per questi giorni: il decreto bollette, sul quale si rischiano scontri per l’ostilità grillina alle trivellazioni e alle centrali a carbone, e il decreto sulla concorrenza, che contiene quelle norme sulle concessioni balneari intorno alle quali c’è la ferma contrarietà del centrodestra.

 

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