Maggioranza in pezzi sulla riforma del catasto: fallisce anche il colloquio tra Draghi e Berlusconi

giovedì 3 Marzo 20:23 - di Sveva Ferri
catasto

Ci ha provato per tutta la giornata, la maggioranza, a trovare la quadra sulla riforma del catasto. Senza riuscirci. Al termine di una giornata convulsa, fatta di continui slittamenti del voto, riunioni per una mediazione che si sono spostate dal Parlamento a Palazzo Chigi e, perfino, di una telefonata tra Mario Draghi e Silvio Berlusconi, l’emendamento della Lega che chiedeva la soppressione dell’articolo 6 della delega fiscale è andato in votazione in commissione Finanze della Camera così com’era stato presentato all’inizio: indigeribile per governo e centrosinistra poiché chiedeva di mettere nero su bianco che non ci sarebbero state nuove tasse sulla casa.

Nessuna mediazione sulle tasse sulla casa

L’emendamento è stato bocciato, ma con un solo voto di scarto: 23 no (Pd, M5S, Leu e Iv) e 22 sì (Lega, FI, FdI, Coraggio Italia). Determinante il deputato Alessandro Colucci di “Noi con l’Italia” di Maurizio Lupi, che ha votato con il centrosinistra. Il presidente della commissione Finanze, Luigi Marattin di Italia Viva, planato nel pomeriggio anche lui a Palazzo Chigi per trattare, ha parlato di «un fatto non di poco conto», augurandosi che «questo incidente resti tale». Si tratta comunque di eufemismi, perché quello che è successo dà la misura esatta non solo della precarietà della compagine che appoggia il governo Draghi, ma anche – ancora una volta – della sua assoluta incompatibilità dal punto di vista dei programmi e dei riferimenti. Si parla di tasse. E, per di più, di tasse sulla casa. Un terreno su cui da sempre si misura la distanza siderale tra centrodestra e centrosinistra.

La trappola della riforma del catasto

Benché governo e centrosinistra sostengano che la riforma del catasto è solo un “aggiornamento statistico” è chiaro a tutti che dietro la delega si nasconde la trappola dei balzelli. E ora lo è ancora di più: perché, altrimenti, minacciare la crisi di governo, come ha fatto ieri il sottosegretario Maria Cecilia Guerra di Leu, qualora fosse stato cambiato il testo? Perché spendere un’intera giornata a negoziare, prima tra partiti, poi tra partiti e governo, infine tra Berlusconi e Draghi? Davvero centrosinistra ed esecutivo si sono dati tutta questa pena per un mero passaggio burocratico volto a far emergere gli “immobili fantasma”?

La richiesta, bocciata, del centrodestra

La richiesta di scrivere nero su bianco che la delega riguarda solo l’emersione del sommerso era esattamente quella avanzata dal centrodestra di maggioranza. Il governo è delegato a procedere «nell’individuazione degli immobili abusivi o parti di essi» e le informazione rilevate «non sono utilizzate né per finalità fiscali, né per il computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente, fatta salva l’emersione di base imponibile per effetto delle attività di accertamento ed emersione», si leggeva nell’emendamento di Lega e Forza Italia a cui governo e  centrosinistra hanno detto no.

Nella maggioranza posizioni inconciliabili

Forza Italia in particolare aveva quindi aperto al tentativo di mediazione, riuscendo infine a tirarsi dietro anche la Lega. Ma non c’è stato niente da fare. Fino al paradosso denunciato dal capogruppo di Forza Italia, Paolo Barelli, per cui il governo non ha presentato in commissione il testo che aveva preparato e «sul quale si poteva lavorare per avere la condivisione di tutti i partiti di maggioranza». Perché? Non è chiaro se si sia trattato di una prova di forza o della necessità di non modificare neanche una parola rispetto a un provvedimento chiesto direttamente da Bruxelles, certo è che, come ha ammesso Matteo Orfini su Twitter «il centrodestra (compatto, ndr) ha votato contro il governo sulla riforma del catasto. Abbiamo tenuto per un solo voto». «Così – ha concluso il deputato dem – diventa davvero molto complicato».

FdI: «Spettacolo patetico. Stralciare la riforma del catasto»

«È patetico assistere in queste ore a vertici, trattative e litigi su un provvedimento che ha come unico obiettivo quello di aumentare agli italiani le tasse sulla casa. Questa è la verità e le menzogne del Pd e della sinistra sono inaccettabili perché tutti sanno che questa riforma avrà finalità fiscali», hanno commentato i componenti di FdI della commissione Finanze Marco Osnato, Lucia Albano e Galeazzo Bignami. «Su questo tema non possono esserci compromessi per mettere d’accordo i partiti di maggioranza. FdI continuerà a mantenere l’impegno preso con gli elettori di centrodestra: no a nuove tasse sulla casa. Per questo la nostra posizione rimane la stessa: la riforma del catasto non è una priorità e bisogna stralciarla dalla delega fiscale. Ci chiediamo perché – hanno concluso i deputati di FdI – forze di centrodestra continuino a sostenere un governo in cui non riescono ad incidere su nulla».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *