Fisco, FdI smaschera il ricatto del governo sulla riforma del catasto. Lega di nuovo all’angolo

mercoledì 2 Marzo 18:11 - di Eleonora Guerra
catasto

La riforma del catasto provoca un nuovo scontro in maggioranza, con l’effetto di far trovare la Lega ancora una volta in un angolo. In commissione Finanze alla Camera, dove è in discussione la delega fiscale, infatti, il sottosegretario all’Economia, Maria Cecilia Guerra, esponente di Articolo Uno, ha avvertito che la questione è «dirimente», va affrontata come «primo punto» e, qualora non si procedesse, «significherebbe probabilmente concludere l’esperienza di governo». Ma la riforma, come da più parti sottolineato, rischia di essere molto di più di un semplice “aggiornamento statistico”: rischia di diventare il grimaldello per l’imposizione di nuove tasse sulla casa. Un sospetto che cova anche nella Lega, che infatti ha sottoscritto con Forza Italia e Coraggio Italia un emendamento soppressivo e che poi ha bollato come «gravissimo l’aut aut» del sottosegretario.

FdI smaschera il ricatto sulla riforma del catasto

A portare allo scoperto la minaccia di Guerra è stato, in particolare, Galeazzo Bignami. La sottosegretaria «ha detto “dirimente” e quando l’ho incalzata su cosa intendesse – ha spigato il deputato di FdI – ha appunto detto che significa che l’esperienza di governo si concluderebbe». «La riforma del catasto va stralciata subito», hanno quindi spiegato Bignami e gli altri deputati di FdI della commissione Finanze, Marco Osnato e Lucia Albano, parlando di «ennesimo atto di arroganza e protervia del governo che continua a dettare alla maggioranza l’agenda politica, calpestando il Parlamento». È stato poi il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, a domandarsi «se un governo privo di legittimità popolare, nato su un’emergenza, abbia il diritto di effettuare riforme non condivise da tutte le forze politiche che lo sostengano».

Il rinvio della seduta in Commissione

Dopo l’avvertimento dell’esponente dell’esecutivo l’ufficio di presidenza ha rinviato la seduta in Commissione a domani, con la speranza che si trovi un punto di mediazione. In particolare, Forza Italia lavorerebbe in questo senso, mentre la Lega, almeno per ora, resta ferma sulla necessità dello stralcio e la sinistra spinge perché la norma venga approvata. Di più, Leu, che esprime il sottosegretario, vorrebbe anticiparla al 2023 dal 2026.

L’irritazione della Lega per «l’aut aut» del governo

«Gravissimo l’aut aut della sottosegretaria al Mef, Cecilia Guerra. Minacciare la crisi di governo qualora non si approvasse così com’è la riforma del catasto è da irresponsabili. Il Parlamento ha tutto il diritto di discutere e presentare emendamenti laddove non ci sia convergenza sul provvedimento», hanno commentato i capigruppo Lega nelle commissioni Bilancio e Finanze Massimo Bitonci e Giulio Centemero, il vicepresidente della VI commissione Alberto Gusmeroli a nome di tutti i commissari Lega. «Non ci sembra questo il momento – hanno aggiunto i leghisti – di ricorrere alle maniere forti e di portare il dibattito allo scontro istituzionale. Peraltro, lo stesso governo e diversi gruppi di maggioranza hanno già riconosciuto l’inutilità di un intervento di riforma del catasto se la finalità è solo quella di una mera indagine statistica per scovare gli immobili-fantasma. Il ricatto conferma il dubbio che ci siano dietro altre logiche, come quella di tassare la casa».

Confedilizia: «Qualsiasi commento è superfluo»

Si tratta dello stesso sospetto ribadito oggi da Confedilizia, che così ha tirato le somme: «La vita di un esecutivo di salvezza nazionale, in tempo di guerra, pandemia e crisi economica senza precedenti, sarebbe condizionata al via libera a quello che i promotori definiscono un semplice “aggiornamento statistico” di dati catastali. Qualsiasi commento – ha concluso il presidente, Giorgio Spaziani Testa – è superfluo».

La Lega all’angolo anche sul catasto?

Salvini sul tema ha svicolato, dicendo che «se ne occupano i gruppi parlamentari, io mi sto occupando di altro. I governi stanno fibrillando sul nucleare, se noi fibrilliamo su catasto….». Ma è evidente che la questione si configura come particolarmente spinosa per la Lega. Proprio oggi, infatti, il Carroccio è stato costretto a votare ob torto collo il via libera definitivo al decreto per l’obbligo vaccinale agli over 50 sul quale il governo aveva apposto la fiducia, dopo una serie di incidenti in commissione. «Se non ci fosse stata la fiducia e avessimo dovuto votare il provvedimento non l’avremmo votato, ci saremmo astenuti come fatto anche alla Camera», ha ammesso il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, continuando a criticare il merito del provvedimento. Sempre di più, dunque, è lecito chiedersi quanto la Lega possa davvero incidere sull’azione del governo e fino a che punto è disposta a farsi mettere all’angolo per “senso di responsabilità”.

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