Confedilizia sbugiarda il governo: la patrimoniale sulla casa è alle porte, con una doppia fregatura

27 Nov 2021 8:55 - di Gabriele Alberti
Patrimoniale casa

La patrimoniale con la revisione del catasto c’è eccome nella manovra del governo. E il governo dovrà pure accelerare. A trovarne la conferma diretta è stato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. E’ tutto contenuto in un allegato al testo. E’ Libero a dargli la parola: «La Analisi Tecnico-Normativa del Ministero dell’Economia, allegata alla delega per la riforma fiscale, esplicita lo scopo della revisione del catasto di cui all’articolo 6»: lo scrive in un  tweet il numero uno di Confedilizia: «aumentare le tasse sugli immobili. Ma gira ancora la favoletta della fotografia». Così, su Twitter, il presidente di Confedilizia che commenta il testo del documento redatto dal Ministero dell’Economia. E allegato al disegno di legge delega fiscale.  La revisione del catasto prevista dall’articolo 6 «è coerente» – si legge nel documento- con le raccomandazioni dell’Unione europea: che chiedono all’Italia «di ridurre la pressione fiscale sul lavoro; e di compensare tale riduzione con una revisione delle agevolazioni fiscali e una riforma dei valori catastali non aggiornati».

Patrimoniale sulla casa alle porte: Draghi aveva detto altro

Questo significherà prelievo fiscale maggiore sulle case. “Se degli 8 miliardi di minori tasse fra tagli dell’Irap e riduzione del cuneo fiscale circa 3 arriveranno dallo sfoltimento di deduzioni e detrazioni; gli altri 5 dovrebbero provenire dall’inasprimento della pressione fiscale sul mattone”. Un’operazione ben diversa rispetto a quella «fotografia» dell’esistente di cui parlò il premier Draghi per spegnere il fuoco delle polemiche, commenta il quotidiano di Minzolini.  Il premier infatti disse ben altro: è «un’operazione di trasparenza per riequilibrare il carico fiscale. Ci sono tante persone che pagano troppo e tante che pagano meno di quello dovuto». Ma, aveva affermato Draghi,  «se ne riparlerà solo nel 2026».

Patrimoniale sulla casa: l’impegno di bilancio docrà essere quantizzato ora nn nel 2026

In realtà il testo focalizzato da Spaziani Testa dice altro. Questo “giochetto” fiscale di vasi comunicanti era contenuto in una specifica raccomandazione della Ue all’Italia: “il taglio alle tasse sul lavoro da compensare con lo sfoltimento delle deduzioni; e l’aumento della pressione sulla casa erano il frutto di un “invito” da parte di  Commissione e Consiglio della Ue già nel 2019.  “Dunque l’adeguamento del prelievo fiscale potrà anche scattare fra cinque anni, ma l’impegno di bilancio sotto forma di maggior gettito dal mattone dev’ essere quantificato ora. Sempre che Bruxelles accetti di dilazionare il primo incasso al 2026 e non chieda invece di applicare prima possibile le rendite catastali riviste”.

Doppia fregatura

Si prospetta una doppia fregatura, secondo  uno studio sugli effetti della riforma del catasto condotto dalla Uil. “Da un lato salirebbe l’Imu sulle seconde case e dall’altro il valore della prima casa ai fini del’Isee”. L’aumento dell’Imu ha una forbice che va  “dai 5 euro di Ancona ai 3.648 di Roma”. “Nel caso dell’Isee, invece, la rivalutazione più contenuta riguarda gli immobili siti a Genova (+8,9%), mentre quella più marcata si dovrebbe registrare a Trento: +570,1%” . Quel che è peggio, secondo le simulazioni condotte dai tecnici della Uil, non si intravvedono riduzioni d’imposta. Solo aumenti sia delle aliquote Imu seconda casa, sia del valore Isee per l’abitazione principale. Per questo ci sono all’orizzonte due batoste: oltre l’aggravio d’imposta, anche gli eventuali aggravi di spesa legati al ricalcolo del valore dell’immobile ai fini Isee. Che vanno dai requisiti per l’accesso al Reddito di cittadinanza a quelli per l’assegno unico dei figlio; fino all’accesso agli asili nido pubblici. Eppure per la sinistra si tratta di “giustizia sociale”.

Si scrive riforma del catasto, si pronuncia batosta

Ci aveva visto lungo Giorgia Meloni a dire “no” e a parlare di una «patrimoniale occulta sulla casa, alla quale sta tramando il “Governo dei migliori». «L’aggiornamento delle rendite catastali – aveva scritto su Fb – di cui si parla sempre più insistentemente, rischia di diventare per gli italiani una tassa carissima e inaccettabile tanto più in questo momento di terribile crisi economica». La leader di FdI aveva poi sottolineato: «Cosa significa in concreto rivedere le rendite? Significa aumentare considerevolmente il valore presunto dell’immobile e quindi l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di successione e l’Imu».  “La chiamano riforma del catasto per non chiamarla patrimoniale sugli immobili“, commentò Crosetto. Vediamo chi ora proverà a dire che non è vero.

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